REDAZIONE PISTOIA

"Il vivaismo? Più tutele con i dazi di civiltà"

Il senatore La Pietra (FdI) annuncia le novità della legge arrivata a Palazzo Madama: finalmente il settore avrà un ufficio ad hoc al ministero

di Elisa Capobianco

Una legge nazionale sul florovivaismo. Attesa, necessaria, arrivata ora alla seconda lettura in Senato dopo l’approvazione alla Camera a fine 2020. Il senatore FdI, Patrizio La Pietra, nominato relatore che ne sta seguendo da vicino l’iter con un certo orgoglio tutto pistoiese.

Senatore, quali i principi alla base della proposta?

"Chiarezza e ordine alla normativa nazionale per dare un corretto riconoscimento ai tanti soggetti che, accanto ai produttori, fanno parte della filiera. Si disegnerà così un perimetro giuridico unico a livello nazionale, dando omogeneità anche alle varie norme regionali".

Perché necessaria?

"Grazie all’iniziativa dell’onorevole Liumi, primo firmatario, viene pienamente legittimato un settore che fino ad oggi è stato considerato un po’ la Cenerentola dell’agricoltura. Con la seconda lettura in Senato si potranno specificare meglio alcuni aspetti: chi fa cosa e come. Potremmo affrontare le problematiche energetiche. Oppure dare anche maggiore impulso a formazione e istruzione. Una legge migliorabile ma che dobbiamo, comunque, cogliere come una opportunità".

Quali ricadute sul distretto nella provincia di Pistoia?

"Avremo una normativa di riferimento peculiare e un riconoscimento per le risorse specifiche per le aziende florovivaistiche. Le imprese della nostra provincia, riceveranno un notevole impulso economico".

Tra le novità c’è la costituzione di un Coordinamento di indirizzo per il florovivaismo e la green economy?

"Un Coordinamento esiste già ed è il tavolo tecnico. Il Ddl definisce meglio e istituzionalizza la realizzazione del Piano nazionale. Inoltre, introduce la costituzione di un ufficio dedicato al settore al Ministero. Vero è che il florovivaismo ha molteplici sfaccettature, non solo quello ornamentale che conosciamo a Pistoia, o floricolo come a Pescia. Esiste anche quello orticolo, frutticolo, solo per fare degli esempi. Ognuno ha problematiche, sistemi di produzioni e investimenti differenti, mercati e dinamiche commerciali diverse. Occorre, forse, definire meglio e in maniera più specifica questi organismi".

L’importanza dell’uso dei marchi per certificare il rispetto degli standard qualitativi: come aiutare le aziende?

"Il Ddl prevede la costituzione di marchi a livello regionale. Dobbiamo in ogni caso predisporre ulteriori meccanismi di riconoscimento che conferiscano maggiore valore aggiunto e alzino la qualità. Non possiamo rischiare di scivolare verso meccanismi che livellino la qualità verso il basso. È una sfida cruciale anche nel settore pistoiese".

Secondo lei cosa è mancato finora alla promozione del florovivaismo?

"Direi una promozione unica della qualità nazionale. Occorre investire di più e meglio per promuovere i nostri prodotti sul piano internazionale. Molte aziende già lo fanno autonomamente, ma le condizioni di mercato sono sempre più complesse e la singola iniziativa spesso si scontra con sistemi di promozione gestiti a livelli superiori. Con il Ddl si crea un fondo ad hoc per la promozione".

Competitor europei e mondiali anche con prodotti a basso prezzo e in quantità, come difendere il Made in Italy?

"Il mercato globale ha aperto a prodotti di Paesi in cui si produce in assenza di normative per l’ambiente, i lavoratori e la sicurezza: un vantaggio competitivo che rischia di innescare una corsa al ribasso, che ci vedrebbe perdenti. Credo quindi che il mercato nazionale debba essere protetto con l’introduzione di “dazi di civiltà” verso i Paesi che non rispettano certe regole. Il problema, in forma diversa, lo abbiamo anche nella CE".

Problema burocrazia e difficoltà di rapporti tra aziende e Pa?

"Da sempre, come partito, ci battiamo per una semplificazione della burocrazia. L’obiettivo è semplificare le procedure sulla realizzazione e la manutenzione del verde urbano con le Pa".

Sostenibilità in agricoltura: come sostenerla?

"È una sfida aperta e le aziende del settore vi sono impegnate già da tempo, a dimostrazione della loro maturità. Questo percorso va però accompagnato dalle istituzioni che devono investire più risorse nella ricerca. Occorre tutelare contemporaneamente l’ambiente e la redditività delle aziende. Su questo punto il disegno di legge può essere migliorato".

Un consiglio per il distretto pistoiese ‘famoso’ per la sua frammentarietà...

"È composto da uomini e donne con una storia che non può azzerarsi con l’istituzione di un organismo come il Distretto. Una certa competitività interna è naturale e, per alcuni versi, anche sana e stimolante. Oggi, però, occorre fare squadra e difendere il territorio, ognuno con le proprie caratteristiche, da un concorrente che non fa sconti a nessuno: il mercato globale".

Pandemia: attraverso quali canali la politica potrà agire in soccorso delle aziende?

"Sicuramente la pandemia ha inciso pesantemente sul settore, in particolare modo sul floricolo, che ha avuto perdite importanti. La politica deve intervenire con risorse adeguate, con tempi certi, sostenendo le aziende sul piano finanziario, rendendo le procedure snelle e veloci. Deve poi adoperarsi per creare condizioni ottimali in vista di una ripresa. Anche in questo il Ddl potrà essere di stimolo".