
La scultura, collocata all’ingresso della villa, segna il polo d’arte. Realizzata nel 1986, si era deteriorata a causa degli agenti atmosferici. La Fondazione Gori ha finanziato l’intero intervento di riqualificazione.
Si è concluso il restauro del Grande Ferro Celle, l’iconica scultura di Alberto Burri collocata sulla via provinciale Montalese in località Santomato davanti all’ingresso della villa di Celle. Ne dà notizia la Fondazione Gori-Celle che ha finanziato totalmente il restauro. L’intervento di restauro è stato eseguito grazie alla consulenza e alla fattiva collaborazione della Fondazione Burri, la quale ha fornito le specifiche dei colori originari. Il restauro ha riguardato proprio i colori della scultura, che col tempo si erano deteriorati a causa degli agenti atmosferici e dell’esposizione ai raggi solari. Chi è passato dalla Montalese nei giorni scorsi ha potuto assistere alle varie fasi dell’intervento che ha restituito alla collettività l’immagine originaria di una scultura che costituisce una sorta di annuncio e anticipazione delle bellezze custodite nel parco e nella villa di Celle.
L’opera venne pensata dal Maestro Burri, su invito di Giuliano Gori, come un intervento di arte ambientale che, segnalando l’ingresso della villa, potesse venire accolto dalla Provincia e dal Comune di Pistoia in modo di arricchire i propri territori e marcare la presenza sugli stessi di un importante presidio di arte ambientale. La scultura è concepita per offrirsi in maniera diversa alla vista, a seconda della direzione dalla quale si approcci. L’artista ha voluto realizzarla per invitare alla riflessione e stimolare la curiosità per il suo richiamo all’arte e al contemporaneo senza intralciare la visuale necessaria a garantire il regolare scorrimento della circolazione degli autoveicoli.
Con il restauro del Grande Ferro la Fondazione Gori-Celle ha voluto far rivivere, ancora più bella, l’opera che funge da anello di congiunzione tra la collezione Gori, la comunità di Santomato, la città di Pistoia e il mondo che passa a visitare la raccolta di arte ambientale. Alberto Burri e Giuliano Gori si erano incontrati a Roma già negli anni sessanta e da allora condivisero una lunga amicizia caratterizzata dal sodalizio su diversi progetti, tra i quali una mostra fiorentina tenuta a Orsanmichele nel 1980-81.
La grande scultura da collocare all’ingresso della villa di Celle fu commissionata da Gori all’artista nel 1984 e l’opera fu installata nel 1986. Burri curò particolarmente l’armonia tra la scultura e l’ambiente circostante tanto da disegnare anche l’aiuola rialzata che fa da base all’opera.
Alta più di cinque metri, l’imponente scultura si caratterizza per la sua trasparenza e per la capacità di esaltare diversi punti di vista sul paesaggio circostante e sull’ingresso della villa. Nel volume Burri e Pistoia. La Collezione Gori e le fotografie di Amendola, edito da Gli Ori, Pistoia, lo storico dell’arte e critico Bruno Corà afferma che la scultura di Burri è "elastica come una vela gonfiata dal vento".
Giacomo Bini