REDAZIONE PISTOIA

"Pane, pasta, dolci: i costi sono folli Basta rincari o ci saranno chiusure"

Allarme dei panificatori di Cna (250 imprese fra Pistoia e Prato): prezzi ormai vicini a nuovi record "Materie prime, energia e carburanti corrono ancora, servono aiuti per evitare che le attività si fermino"

Panificatori sull’orlo della chiusura a causa dei forti rincari delle materie prime, dei costi energetici e dei trasporti. A lanciare il grido di allarme è la Cna Toscana Centro, che tra Pistoia e Prato riunisce circa 250 imprese artigiane del settore. A penalizzare artigiani e consumatori – si spiega – è soprattutto la strutturale dipendenza dell’Italia dalle forniture estere di frumento duro, tenero e mais, che espone il nostro Paese alle turbolenze dei mercati internazionali. L’escalation delle ultime settimane al confine ucraino – denunciano gli operatori del settore – ha innescato ulteriori tensioni sui prezzi di tutte le materie prime e in particolare su quelle agricole, inserendosi in una situazione di forte speculazione e grande incertezza già precedente all’attacco bellico e che gli operatori denunciavano da mesi. Il costo della pasta a breve potrebbe aumentare di un ulteriore 10%, dopo l’aumento analogo di fine 2021, tenendo conto che le quotazioni del grano sono balzate del 5,7% nella sola giornata del 24 febbraio, subito dopo l’attacco della Russia all’Ucraina, raggiungendo il valore massimo, da 9 anni a questa parte, di 9,34 dollari a bushel (misura di capacità, corrispondente a circa 35,239 litri).

"Tra Prato e Pistoia si contano circa 250 panifici, tra produzione e rivendita – spiega Alessia Fanti, presidente dei dolciari e panificatori di Cna Toscana Centro – e tutti vivono lo stesso forte disagio legato a questi incrementi continui dei costi di materie prime, energia e carburante, con effetti a cascata sui consumatori finali. Parliamoci chiaro, se la situazione non cambierà e non arriveranno aiuti per contenere il fenomeno, molti rischiano di dover rallentare l’attività o addirittura di chiudere, e questo deve essere evitato in ogni modo".

Già si profilano forti aumenti del pane, che potrebbe raggiungere a breve i 4 euro al chilo. "Dall’inizio dell’anno – prosegue Fanti – stiamo cercando di resistere senza aumentare i prezzi, ma portare a due euro il costo di un filoncino da mezzo chilo, che già dopo la prima ondata di rincari costa 1,80, quando a maggio costava 1,50, è impensabile. A livello generale l’incremento è stato applicato anche a pizza e focacce, mentre sui dolci riscontriamo scarsità di merce per uova, latte e derivati, che servono per produrre creme e farciture. Basti pensare che già negli ultimi mesi del 2021 sono stati abbattuti circa 13 milioni di avicoli a causa dell’influenza aviaria mandando in crisi anche il settore della produzione di pasta e pasticceria". Pa.Ce.