
La richiesta è di "consentire il reintegro e un regime fiscale agevolato". Il caso del comune montano apre il dibattito. Ma una legge già c’è.
Il sindaco Marco Breschi ci riprova e questa volta alza l’obiettivo, per ricevere risposte da organi competenti come il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sulla problematica relativa all’assenza del medico di base dal territorio che amministra, ovvero Sambuca Pistoiese. E così il primo cittadino del comune più piccolo della nostra provincia, dopo l’appassionata lettera che un paio di settimane fa ha fatto parlare della problematica sanitaria relativa all’assenza del medico di base (e per averlo gli abitanti devono scendere fino a Candeglia facendosi 60 chilometri fra andata e ritorno) ed ha perso anche la guardia medica una volta a settimana, dopo la scelta del dottor Di Patre di non rinnovare il proprio contratto e andare altrove, ha deciso di chiamare in causa direttamente il Governo centrale e il Ministro Orazio Schillaci.
"Abbiamo ricevuto la disponibilità di circa dieci professionisti che ringrazio per la loro generosità – ha scritto nella missiva – ma esclusi coloro che si sono offerti per periodi brevissimi, tutti gli altri erano in pensione o prossimi al pensionamento". Le regole, infatti, dicono che se il medico ha più di 70 anni può esercitare la professione nelle strutture private che sono convenzionate ma, allo stesso modo, va specificato come ci sia la possibilità di rientrare in servizio almeno fino al compimento del 72° anno e, in quel caso, si deve rinunciare per il periodo di servizio al trattamento pensionistico ricevendo il compenso previsto per legge. E secondo quanto raccolto, nessuno dei ’volontari’ sarebbe pronto a farlo.
"E’ una contraddizione perché si tolgono professionalità esperte e disponibili a offrire il proprio contributo in un momento di grave carenza – aggiunge il sindaco Marco Breschi – le chiedo pertanto (riferito a Schillaci, ndr) di valutare l’opportunità di consentire, almeno in situazioni specifiche e per esigenze territoriali urgenti, il reintegro di medici in pensione disposti a operare nei comuni più svantaggiati. Pur non trattandosi di una soluzione definitiva, potrebbe rappresentare un primo passo per alleviare l’attuale crisi. Si potrebbe prevedere, inoltre, un numero limitato di assistiti, il regime fiscale agevolato e incentivi per chi decide di venire da queste parti".
Del resto il caso di Sambuca Pistoiese, che sta facendo parlare su scala nazionale oramai, è soltanto un piccolo tassello di un mosaico legato alla sanità che si porta in dote problematiche ben più grandi. Lo stesso sindaco Marco Breschi ha voluto mettere in evidenza, una volta in più, nella lettera al ministro Schillaci i medici che mancano su scala nazionale. "Se adottiamo il massimale di 1.500 assistiti per medico, oltre otto milioni di cittadini risulterebbero oggi privi di un dottore e la tendenza futura non appare migliore – conclude il primo cittadino di Sambuca – poiché la grande maggioranza dei medici di famiglia ha oltre 25 anni di servizio, mentre i giovani medici rappresentano solo un terzo della categoria". Un nuovo tentativo opportuno per mettere in luce una grave carenza che riguarda questo angolo di provincia, sapendo anche che molti dei suoi abitanti devono poi fare riferimento a servizi e prestazioni che vengono svolti nella vicina Emilia Romagna dove, comunque, la situazione generale a livello di medici non è certamente migliore.
S.M.