SAVERIO MELEGARI
Cronaca

Stop ai tir al Ponte di Serravalle. Associazioni sul piede di guerra: "Decisione presa sulle nostre teste"

Il provvedimento si somma alle criticità derivanti dalle frane e dai lavori su tutta la zona del San Baronto. La voce degli imprenditori: "La Provincia ci ha convocati ma solo per comunicarci quanto già stabilito".

Il cavalcavia a Ponte di Serravalle lungo la SR435. In alto Lisa Amidei

Il cavalcavia a Ponte di Serravalle lungo la SR435. In alto Lisa Amidei

Nuovi problemi al transito dei mezzi pesanti su ponti nevralgici della viabilità in provincia? Per quanto emerso dall’incontro che è stato indetto lo scorso mercoledì dalla Provincia di Pistoia assieme al Comune di Serravalle con le associazioni di categoria sembrerebbe davvero così con specifico riferimento all’interdizione al transito dei tir e autoarticolati sul cavalcavia sopra il torrente Nievole a Ponte di Serravalle lungo la SR435 "Lucchese".

Una decisione che ha lasciato basite le associazioni presenti che hanno, immediatamente, alzato la voce con un documento unitario visto che si è parlato di interruzione "a tempo indeterminato": considerando le problematiche in corso, causa frane, nei collegamenti fra piana e Valdinievole dal fronte Montalbano – con la chiusura del San Baronto e della provinciale dei "Papi" mentre quella che attraversa Cecina di Larciano è stata riaperta – un ulteriore mazzata alla viabilità ma, soprattutto, ai trasporti per le attività produttive.

Sul piede di guerra sono: Associazione Vivaisti Italiani, Cia Agricoltori Italiani, Cna Toscana Centro, Coldiretti, Confagricoltura Pistoia, Confartigianato Pistoia, Confcooperative Toscana Nord, Confesercenti Pistoia, Confcommercio Pistoia Prato e Confindustria Toscana Nord. "Siamo stati invitati a questo incontro che parlava di proposta di interdizione – scrivono all’unisono tutte le associazioni di categoria – ma abbiamo scoperto che, di fatto, la decisione è già stata assunta e che eravamo convocati semplicemente per informare la rappresentanza delle imprese. Abbiamo descritto la criticità di una simile iniziativa, che di fatto si traduce in un aggravio di costi per le aziende e in una maggior complessità nell’organizzare la filiera delle consegne: di contro non abbiamo ricevuto effettive rassicurazioni che si tratterà di una soluzione temporanea, e comunque i tempi ipotizzabili sarebbero tali che di fatto per le imprese sono insostenibili. L’unica soluzione percorribile, per tutti, è usufruire della A11 fra Pistoia e Montecatini con le difficoltà del caso, soprattutto in orari di punta, di code e incidenti".

Nel tratto in esame, infatti, si sta accelerando con la progettazione per quel che riguarda il raddoppio del ponte stesso per creare una viabilità più sostenibile, anche se poi lo scollinamento del Serravalle non sarebbe minimamente interessato da ulteriori interventi.

"La mancanza di una visione di futuro del territorio che si governa e quindi di programmazione non può far ricadere l’emergenza totalmente sui cittadini – proseguono all’unisono le associazioni di categoria – ci sono, inoltre, più tratti interessati a criticità simili come a Pescia dove il Ponte all’Abate sarà riaperto ma a una corsia e solo per le auto: ancora una volta si chiede al mondo produttivo di pagare il gap infrastrutturale di cui è vittima. Chiediamo, quindi, di soprassedere all’assunzione del provvedimento e di procedere con metodologie più analitiche e approcci più concertativi".

In un momento nel quale la viabilità è in grave difficoltà, questa ulteriore decisione rappresenterebbe un problema di non poco conto per le attività produttive al di qua e al di là del Serravalle.

S.M.