REDAZIONE PISTOIA

Molestie a scuola, sequestrati i cellulari. Chat sotto esame: nei telefoni le prove dei contatti

L’inchiesta è partita a febbraio, dopo il racconto della ragazza. Nei guai anche la preside: ai domiciliari per favoreggiamento

Le indagini dei carabinieri

Le indagini dei carabinieri

Pistoia, 5 aprile 2025 – Sarebbero decine e decine i messaggi scambiati tra alunna e insegnante, fin dall’inizio dell’anno scolastico, alcuni molto confidenziali, ma soprattutto con una frequenza quasi quotidiana, esaminati dai carabinieri nell’ambito dell’indagine diretta dal sostituto procuratore Chiara Contesini, che venerdì scorso ha portato all’arresto (ai domiciliari) di un insegnante e della dirigente scolastica di un istituto pistoiese. L’ipotesi di reato per l’uomo, 58 anni, incensurato, sposato e padre di due figli, è di violenza sessuale aggravata dal contesto scolastico e dalla minore età della presunta vittima (14 anni), mentre per la dirigente di favoreggiamento personale (articolo 378 del Codice Penale), poiché avrebbe aiutato l’insegnante a eludere le investigazioni anche attraverso una segnalazione pregiudizievole nei confronti della minore.

Le misure cautelari nei confronti dei due (di cui non riveliamo le generalità per tutelare la presunta vittima) sono scattate lo scorso venerdì, su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Luca Gaspari. Un fatto che ha scosso tutto l’ambiente scolastico pistoiese, a partire dagli studenti e dagli insegnanti dell’istituto dove i fatti sarebbero accaduti.

Un professore espansivo, empatico, che molti dei ragazzi definivano carismatico. E che avrebbe instaurato con una delle sue allieve un rapporto speciale, di confidenza. Una confidenza, però, che a un certo punto avrebbe superato il limite portando la ragazza a chiedere aiuto prima alla madre e poi ad una docente, la quale avrebbe informato la preside dell’istituto. La denuncia risale ai primi di febbraio. Secondo quanto riferito dalla ragazza, il professore l’avrebbe palpeggiata a scuola e in due occasioni avrebbe tentato di baciarla. Approcci che la ragazzina avrebbe respinto, così come le avances avute nelle chat che avrebbe scambiato con il prof fin dall’inizio dell’anno scolastico.

Informata da una insegnate sulla vicenda, la preside avrebbe allora deciso di convocare la ragazza insieme alla madre per raccogliere le informazioni anche ai fini di un’eventuale denuncia all’autorità giudiziaria. Questo sarebbe accaduto alla fine di gennaio. Un racconto quello della giovane, nel quale la preside avrebbe ravvisato alcuni aspetti contraddittori, evidenziandoli nella informativa poi trasmessa. E sarebbe questo uno degli aspetti contestati alla dirigente, una segnalazione pregiudizievole nei confronti della minore, insieme al fatto di aver informato il docente di quanto stava accadendo. Da qui, l’accusa per la preside di favoreggiamento.

Immediatamente sono scattate le indagini: i carabinieri hanno sequestrato i cellulari dell’insegnante e della ragazza. Sono stati raccolti tutti gli elementi utili per l’indagine: decine e decine di contenuti whatsapp, messaggi, ma anche foto. Sono stati ascoltati anche alcuni docenti e studenti, come persone informate dei fatti. Un’amicizia quella tra insegnante e studentessa che, a quanto sembra, veniva vissuta apertamente a scuola, anche per l’atteggiamento che lo stesso docente avrebbe da sempre tenuto: descritto come un insegnante comunicativo, disponibile con tutti, ma che avrebbe avuto nei riguardi di quella ragazza un’attenzione speciale.

Martina Vacca