REDAZIONE PISTOIA

Terremoto nell’istituto. I legali: "Subito ricorso"

Gli avvocati pronti alla battaglia. Gli alunni increduli: insegnante benvoluto

L’avvocato Andrea Mitresi

L’avvocato Andrea Mitresi

Rischia una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione il professore 58enne accusato di violenza sessuale, aggravata dal contesto scolastico, nei confronti di una sua studentessa 14enne. L’insegnante incensurato, sposato e padre di due figli, è finito agli arresti domiciliari lo scorso venerdì, su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari Luca Gaspari. I fatti risalirebbero ai mesi scorsi: secondo quanto raccontato dalla presunta vittima, l’uomo avrebbe palpeggiato la ragazza a scuola e avrebbe tentato di baciarla, venendo poi respinto. Le indagini dei carabinieri sono state dirette dal sostituto procuratore Chiara Contesini, dopo la denuncia presentata a febbraio. L’insegnante è difeso dall’avvocato Andrea Mitresi del foro di Pistoia che presenterà ricorso contro la misura cautelare degli arresti domiciliari, oltretutto con l’applicazione del braccialetto elettronico. Stessa misura anche per la dirigente scolastica dell’istituto che è accusata di favoreggiamento personale (articolo 378 del Codice Penale), poiché avrebbe aiutato l’insegnante ad eludere le investigazioni anche

attraverso una segnalazione pregiudizievole nei confronti della minore. Inoltre la preside avrebbe informato il professore di quanto stava accadendo.

L’avvocato Andrea Niccolai che difende la dirigente ha già presentato ricorso al Tribunale del Riesame. La misura è stata disposta per la sussistenza di pericolo di inquinamento delle prove e un generico rischio di reiterazione del reato.

Intanto, la notizia è circolata nell’istituto frequentato da centinaia di ragazzi. Una vicenda che ha scosso tutti, docenti e studenti. Molti di questi descrivono l’insegnante come una persona sempre disponibile ed aperta, un professore amico di tutti. Da quanto ricostruito nelle indagini, la ragazza avrebbe accettato questa amicizia all’inizio con fiducia, poi però la confidenza avrebbe superato il limite e i tentativi di approccio si sarebbero fatti pressanti. A quel punto la studentessa si sarebbe decisa a raccontare quello che stava vivendo e a chiedere aiuto alla famiglia e alla stessa scuola.

M.V.