SAVERIO MELEGARI
Cronaca

Via del Girone, caos con i camion: "Esasperati, basterebbe un cartello"

Romina Massai ha un piccolo vivaio e racconta i disagi quotidiani nella zona che fa i conti con il ponte chiuso .

Non sono mancati gli episodi di tir finiti nel fosso costretti a venir recuperati da mezzi di soccorso per poter tornare in strada

Non sono mancati gli episodi di tir finiti nel fosso costretti a venir recuperati da mezzi di soccorso per poter tornare in strada

PISTOIA

Una viabilità che è ferma ai tempi nei quali, in quelle strade che erano bianche, passavano barrocci e muli, mentre oggi – negli stessi spazi – devono transitare auto e mezzi pesanti. La situazione a Chiesina Montalese è insostenibile, aggravata dalla chiusura del ponte sulla Bure a Pontenuovo lungo la Sp5 che ha costretto a far passare coloro che devono recarsi verso Montale e Prato dalla frazione di campagna del territorio pistoiese ai confini con Agliana. Ma, in via del Girone, le criticità si registravano già anche in passato come ci confessa, esasperata, Romina Massai che ha un piccolo vivaio nella zona ed è preoccupata da ciò che potrà succedere se non verrà stoppato il passaggio dei grandi camion in cerca del vivaio dove caricare le piante.

"I navigatori dei camionisti indirizzano verso via del Girone per pensare di andare sopra Bure o verso Santomato – ammette Romina Massai – ma questo diventa un vicolo cieco, visto che poi sul ponte alla Chiesina non ci possono salire. Questa strada è molto stretta, non mancano le buche e c’è una curva a gomito dove vivo io e dove abbiamo l’attività vivaistica che diventa un ostacolo insuperabile per i tir: basterebbe installare un cartello all’intersezione con via Buraccia e Pacinotta per dire che c’è il divieto di transito per i tir in via del Girone e la problematica si potrebbe risolvere".

Non sono mancati gli episodi di tir finiti nel fosso costretti a venir recuperati da mezzi di soccorso per poter tornare in strada: i più fortunati quando arrivano alla curva a gomito si accorgono che non potranno girare e devono farsi trecento metri in retromarcia provocando ingorghi e ulteriori disagi.

"L’ultima mia telefonata in Comune è stata di due settimane fa e mi è stato risposto, in maniera scocciata – attacca e conclude Romina Massai –. Sono anni che mando mail, anche Pec, con foto e racconti di quel che succede ma nessuno se ne è interessato: se chiamo la polizia locale mi viene detto che non è di loro competenza. E allora chiedo: chi è che deve intervenire? Anche io ho un piccolo vivaio e non mi posso permettere che venga privato a tutti il passaggio, ma almeno ai mezzi più grandi sì. . Siamo esasperati e ci sentiamo abbandonati: se servono un palo e il cartello, e il Comune non ha i soldi per comprarli, che me lo dicano e ci penso io…".

Saverio Melegari