Arezzo, 4 aprile 2025 – Demos: «parola d’ordine Sicurezza, Decoro, Accoglienza»
Casa dei Popoli, Formazione, L.S.U.
Ben Essere per AREZZO Città della PACE.
La parola “ accogliere “ deriva dal latino colligere “ raccogliere “, si tratta dunque di una parola che già di per sé dà l’idea dell’apertura e dell’ospitalità: chi o cosa si raccoglie viene fatto entrare nel proprio mondo. Certo poi, chi viene accolto deve tenere una condotta in linea con la legislazione vigente del Paese in cui si inserisce. Al contrario, gli episodi di micro e macro criminalità, ascrivibili a tutte le comunità ad iniziare da quella italiana, avvenuti nella nostra città descrivono una situazione che va prevenuta ed è questione da affrontare con politiche sociali che attraversano tutta la nostra società aretina.
La sicurezza non è, per DEMOS, solo questione di migranti.
Politiche di investimenti per l’integrazione, questa la scelta per il Ben essere civile della nostra comunità.
Scriviamo d’integrazione.
L’obbligo del soccorso a chiunque, soprattutto in situazioni che possano prevedere il rischio per la VITA è sacrosanto, come organizzare un piano d’accoglienza civile a quelli che cercano di entrare nel nostro Paese. Si deve prospettare un contesto dignitoso e rispettoso della persona umana, che getti le basi perché a chi è stata data l’opportunità di rimanere siano dati anche gli strumenti per poter camminare con le proprie gambe nel i nel rispetto delle leggi e degli usi del ns Paese. Troppo spesso ciò non accade: persone su persone parcheggiate mesi e mesi ma a cui non viene data la minima preparazione in riferimento alla lingua italiana o alla conoscenza del contesto civile in cui l’ospite si trova.
Il risultato è che quando è il momento di uscire dai programmi di protezione finanziati con fondi pubblici molte persone, pur essendo anche da diversi mesi in Italia, si trovano impreparati ad affrontare da soli il mondo “ esterno“ soprattutto quando c’è da adoperarsi per andare in qualche ufficio pubblico o per cercare un’occupazione presso un qualsiasi centro per l’impiego: qual è poi l’imprenditore che può dar lavoro a chi capisce appena qualche parola d’italiano e lo parla ancora meno visto anche il giusto obbligo di far frequentare ai propri dipendenti corsi sulla sicurezza nel luogo di lavoro?
È omissione, è emergenza, è insicurezza sociale per tutte le comunità.
L’Osservatorio dei cattolici democratici DEMOS ha proposte concrete: si riscatti la vergogna di via Fabio Filzi
a Saione e vi si costruisca la Casa dei Popoli per Informazione e Formazione (a iniziare dai corsi d’italiano) dei Migranti.
Sicurezza, decoro, PACE. Il controllo del territorio preventivo da parte delle forze dell’ordine e della stessa polizia Municipale è basilare per abbattere l’insicurezza sociale insieme al decoro della Città di Vasari. Arezzo oggi è sciatta, la CITTA’ delle BUCHE potrebbe avere tutto da guadagnare da bandi di Lavori Socialmente Utili per tutte le comunità aretine.
Se dunque non vogliamo che queste persone finiscano inevitabilmente ad essere mano d’opera della piccola o grande criminalità occorre approntare politiche di accoglienza, scrupolosamente verificate, che possano creare i cittadini di domani consci e rispettosi delle leggi e del contesto in cui vivono.
Sicurezza, decoro, accoglienza organizzata, vuol dire bene comune, Ben essere per Arezzo Città della PACE».
La nota di DEMOS Osservatorio cattolici democratici