EMANUELE BALDI e FRANCESCO INGARDIA
Politica

Elezioni regionali in Toscana, rompicapo primarie: Giani dice sì, il Pd glissa

Avs frena sulla candidatura-bis del governatore, che ostenta sicurezza. Irritazione dem da Firenze a Roma: “Non è questa la strada migliore”. Danti (SI) lancia il sindaco di Sesto, il campione dei no ai grandi progetti

Il presidente della regione Toscana Eugenio Giani

Il presidente della regione Toscana Eugenio Giani

«Sulle primarie abbiamo già detto che non le consideriamo la scelta migliore in questo caso – aveva mediato di primo mattino il segretario regionale del Pd, Emiliano Fossi –, ma abbiamo sempre ribadito che, come di tutto il resto, ne parleremo insieme senza arrogarsi il diritto di decidere per tutti. Abbiamo, come Fratoianni, espresso il nostro parere. Intanto attendiamo ancora di sapere quando voteremo, ma i motori li stiamo scaldando». «L’idea, che è anche quella del Pd Toscana, che il percorso che apriremo alla società toscana, e non chiuso nelle stanze, porterà a un coinvolgimento vero dei cittadini, per costruire il futuro della nostra regione a partire dalla partecipazione e dai contenuti» aggiunge Fossi, stretto tra potenziali alleati che invocano primarie che il Pd, col nuovo corso, non è più abituato a fare. Infatti appare diversa la logica attecchita al Nazareno: Prima il perimetro della coalizione – possibilmente in chiave campo largo –, poi il programma concertato e in ultimo la candidatura condivisa.

Eppure «Nicola ha posto un tema di metodo, i nomi verranno», rileva il segretario regionale di SI Dario Danti. Ma su chi potrebbe puntare Avs come possibile outsider dal pollice verde? Su tutti, «l’ottimo sindaco» – parola dello stesso Danti – di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, quello dei ‘no’ a raffica sui maxi progetti della Toscana che verrà (Multiutility compiuta, Peretola con terminal nuovo e pista ampliata). Il quale però, a domanda secca, glissa con un «no comment»: «Mi diverto tantissimo da sindaco», aggiunge Falchi mentre se la ride.

All’estremo opposto del possibile campo larghissimo bramato da Giani ci stanno i renziani. Sia il commissario Bonifazi, che il resto dei quadri locali «tacciono strategicamente». Mentre la delfina di Beppe Conte in Regione, Irene Galletti – in rotta con la collega di banco Noferi – ravvisa che «di primarie potremo riparlare quando ci sarà un vero confronto sui temi. L’obiettivo di costruire una coalizione progressista ampia e credibile è la questione chiave per le prossime elezioni regionali, noi abbiamo un programma chiaro su sanità, infrastrutture, ambiente, rifiuti e Multiutility. Dopo un confronto con la nostra base, alle giuste premesse, il M5S è pronto a fare la sua parte».