
Il processo a Pisa a carico di Caroti e Vanni
Per il giudice, quelle frasi finite sui social, non furono critica politica, ma furono diffamatorie. Enzo Caroti e Alberto Fausto Vanni di Santa Maria a Monte sono stati condannati a 6 mesi di reclusione ciascuno, con la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di una provvisionale di 2mila euro ad ognuna delle sei parti civili costituite: Ilaria Parrella (nella foto), Manuela del Grande, Elisabetta Maccanti, Roberto Michi, Lucchesi Maurizio e Silvano Melani. I fatti che sono stati al centro del processo, sono del 2017-2018. Ad essere messi sotto la lente in aula i post nei quali venivano accusati il sindaco e la giunta di allora di essersi aumentati l’indennità: "E’ arrivato Babbo Natale anche per la giunta, il sindaco 200 euro di aumento mensile e gli assessori 100 euro di più al mese", il tenore di uno dei due post. Scattò la querela e arrivò il rinvio a giudizio di Caroti e Vanni. Fu la giunta ad annunciarlo: "Nell’ordinanza del gip si legge chiaramente che il paventato aumento dell’indennità del sindaco e della giunta, dall’esame degli atti, è falso – scrisse l’allora amministrazione in una nota – non essendo mai stata emanata una delibera di giunta che prevedeva i denunciati aumenti delle indennità di funzioni". Nel processo sono state sentite tutte le parti offese, assistite dall’avvocato Giovanni Frullano.
C. B.