SARAH ESPOSITO
Cronaca

Discarica dei veleni, rabbia in Valdera per dire no all’amianto (rissa politica compresa)

A Pontedera 700 persone contro l’ok della Regione per la riapertura della Grillaia. Militanti di FdI allontanati dal corteo, la polizia deve scortarli oltre la piazza

Pontedera (Pisa), 5 marzo 2023 - È stata una marcia a tutela dell’ambiente quella che ieri pomeriggio ha attraversato il centro di Pontedera. Circa 700 persone hanno sfilato per chiedere alla Regione il ritiro della delibera di giunta numero 625 del 25 maggio 2020, l’atto che ha permesso la riapertura della discarica della Grillaia, tra le colline di Chianni, Lajatico e Terricciola, dopo ben 24 anni di stop. A organizzare la manifestazione un coordinamento, Valdera Avvelenata, composto da 12 associazioni. In piazza erano presenti oltre 40 realtà locali, provinciali e regionali, a partire dai comitati nati dopo lo scandalo keu sullo smaltimento illegale dei rifiuti conciari, ma anche i circoli, il movimento contro la nuova base militare a Coltano, nel Pisano, l’Usb Piaggio, i gruppi di studenti, chi manifesta contro il rigassificatore di Piombino e Legambiente. Il filo rosso che ha tenuto uniti i vari fronti dell’iniziativa è stata la richiesta di una maggiore attenzione verso un territorio che in termini ambientali in passato ha già pagato molto. Pochi istanti prima dell’inizio del corteo si sono registrati momenti di tensione tra un gruppo di manifestanti e alcuni esponenti locali di Fratelli d’Italia, arrivati con le bandiere del partito (a una di queste è stato rotto il manico). Gli esponenti di FdI sono stati allontanati dalla manifestazione come persone "non gradite", mentre qualcuno intonava lo slogan "fascisti carogne tornate nelle fogne". Gli esponenti di destra sono poi stati scortati dalle forze dell’ordine oltre i limiti della piazza. Da sottolineare che nelle scorse settimane i primi tir contenenti amianto hanno raggiunto le colline dell’alta Valdera per il progetto di chiusura della discarica della Grillaia, che prevede la chiusura del sito, rimasto in stand by per oltre 20 anni, con una copertura di più di 200.000 metri cubi di amianto. "Chiediamo che la delibera venga ritirata – hanno urlato al microfono i manifestanti – per impedire che si dia seguito a un progetto scellerato. La nostra forza e la nostre volontà devono essere considerate".

Intanto, restando in Valdera, è notizia di ieri la bocciatura del maxi progetto di ampliamento presentato dalla Belvedere Spa, azienda che gestisce la discarica di Legoli, a Peccioli. Una realtà diventata modello di resilienza e convivenza possibile tra un’attività come lo smaltimento dei rifiuti e il benessere dei residenti. Il "no" è arrivato durante l’ultima conferenza dei servizi. Un progetto, per dimensioni e tempi di coltivazione, che "costituisce un sacrificio ambientale non giustificato da adeguate motivazioni relative a esigenze da soddisfare e non si pone quindi in una logica di proporzionalità fra consumo delle risorse e benefici per la collettività". Così recita il verbale della conferenza. Il progetto prevedeva il conferimento di ulteriori 5.275.000 metri cubi di rifiuti speciali per una volumetria totale lorda che come ordine di grandezza sarebbe andata a raddoppiare quasi quella esistente.