
Lancio di oggetti: il giudice sportivo ha inflitto al Ponsacco di Prima categoria, partita persa 0-3 a tavolino e una multa di 1.400 euro (foto d’archivio)
PONSACCOIl giudice sportivo ha inflitto al Ponsacco (Prima categoria) partita persa 0-3 a tavolino e una multa di 1.400 euro per i fatti accaduti nel secondo tempo della gara di domenica scorsa contro il Montenero quando l’arbitro ha sospeso il match al 32’ del secondo tempo per la contestazione dei tifosi ponsacchini con lancio di fumogeni, quindici bottiglie e due seggiolini in plastica. Al momento della sospensione della partita il Montenero era in vantaggio 1-0 al Comunale ponsacchino, quindi dal punto di vista della classifica non cambia nulla per la compagine rossoblu. Cambia, invece, per la multa di 1.400 euro che la società dovrà pagare. Una sanzione salata per queste categoria.
"Già verso la fine del primo tempo – scrive il giudice sportivo in base agli atti redatti dall’arbitro – dagli spalti dell’impianto sportivo occupati dalla tifoseria locale si è iniziato a manifestare il proprio malcontento con contestazioni limitate a espressioni verbali rivolte principalmente alla propria squadra e al dirigente accompagnatore della stessa. Successivamente, dopo la rete segnata dalla squadra ospite, i tifosi locali lanciavano in campo tre fumogeni che costringevano il direttore di gara a interrompere momentaneamente il gioco per consentirne la rimozione. Seguivano, al 25’ del secondo tempo, atti di contestazione con lancio di circa 15 bottiglie di vetro, all’interno del terreno di gioco, nonché due sedili di plastica e quattro o cinque fumogeni. In relazione a ciò la gara subiva una interruzione per 5 minuti per cui l’allenatore, dirigenti e giocatori locali si adoperavano per riportare alla normalità la situazione. Dopo alcuni minuti di confronto con la tifoseria, la situazione sembrava essersi normalizzata. Ripreso il gioco però, dopo sette minuti, i sostenitori locali lanciavano ancora in campo bottiglie e fumogeni. A quel punto, l’arbitro ritenendo che la propria incolumità e quella dei calciatori e dirigenti era messa a rischio, ha deciso la sospensione definitiva".