GABRIELE NUTI
Cronaca

L’ultimo saluto a Felice. Lacrime, moto e ricordi: "Vola più in alto che puoi. Portavi il sole ovunque"

In tanti al funerale del 17enne morto lunedì sotto il trattore vicino a casa

In tanti al funerale del 17enne morto lunedì sotto il trattore vicino a casa

In tanti al funerale del 17enne morto lunedì sotto il trattore vicino a casa

MONTOPOLIIl silenzio e gli occhi lucidi dei ragazzi e delle ragazze. Amici e compagni di scuola di Felice. Le loro parole e quelle della sorella e del cugino. I palloncini bianchi verso il cielo. Il rombo delle moto e l’Ape Car che il 17enne, morto lunedì sotto il trattore, stava sistemando per poterlo rimettere in moto. Appena tinto di nero. L’odore di vernice fresca dell’Apino portato in piazza davanti alla chiesa con un carroattrezzi.

Fresca come la freschezza della vita di un ragazzo che amava i motori, la campagna, gli animali. Che amava trascorrere le serate con gli amici e le amiche. Felice, che amava trascorrere i pomeriggi al circolo di Montopoli a giocare, chiacchierare e fare gli scherzi a Giulia, la barista. Ma anche ad aiutare il figlio della barista a fare la lezione. Felice Laveglia aveva la freschezza dei suoi 17 anni nella mente vivace, negli occhi e nel cuore.

Ieri in centinaia hanno voluto dargli l’ultimo saluto e si sono stretti al padre Sabino e alla madre Velia, alle sorelle, ai familiari e parenti, molti arrivati dal paese d’origine della famiglia, Sanza. Presenti in chiesa la sindaca di Montopoli Linda Vanni con gli assessori e il vicesindaco di Sanza, il comandante della stazione carabinieri, luogotenente Santo Fiella, compagni di scuola dell’Ipsia Pacinotti, con insegnanti e la preside Maria Giovanna Missaggia che alla fine del rito funebre ha salutato Felice con una poesia dell’autore irlandese John O’Donohue.

"Siamo qui per Felice – ha detto don Udoji, parroco di Montopoli, Marti e Capanne all’omelia – Per accompagnarlo con preghiera, lacrime e dolore. Siamo qui per stringerci a voi genitori e dirvi che non siete soli". Poi, rivolto ai tanti amici e amiche: "felice era un ragazzo come voi, unico perché così creato; a 17 anni si sognma in grande, si pensa di essere invincibili, ma oggi ci insegna che siamo limitati, ci insegna a dire scusa, ti voglio bene, a vivere con più attenzione". "Felice ha lasciato un segno profondo in tutti anche con la sua breve vita – ha aggiunto don Udoji – L’Ape che è fuori la lascia a voi in eredità perché diventi un impegno concreto e visibile. Noi ci siamo. Per qualsiasi cosa vorrete fare. La fede ci dice che la morte non è l’ultima parola e che Felice è nelle mani di Dio". "Avrò un angelo che mi dirige da lassù –ha detto la sorella in lacrime – Non avrò più chi mi dirà ’dai, fammi un sorriso’. Vola più in alto che puoi". "Feli, cerchiamo il tuo sguardo tra le nuvole dove starai correndo a tutto gas – il ricordo di un amico a nome di tutti gli amici – Portavi il sole anche nei giorni di pioggia".

g.n.