GABRIELE NUTI
Cronaca

Morto schiacciato dal trattore. Lacrime e dolore per il 17enne

Si chiamava Felice Laveglia, frequentava la terza manutentori mezzi di trasporto all’Ipsia Pacinotti di Pontedera. Sconvolta la famiglia, originaria della Campania, a Montopoli da pochi anni dopo aver vissuto a Montaione.

Il punto in cui si sono radunati i. soccorsi (foto Bongianni/Germogli)

Il punto in cui si sono radunati i. soccorsi (foto Bongianni/Germogli)

di Gabriele Nuti

La campagna, il trattore, gli animali, i campi e il bosco. Erano il mondo di Felice Laveglia, il 17enne morto lunedì sotto il trattore che stava guidando nei terreni dell’azienda agricola di famiglia, in via San Lorenzo, nella valle del Chiecina nel comune di Montopoli, al confine con Palaia. Non stava lavorando Felice. Stava facendo un giro con il mezzo agricolo, come aveva fatto altre volte, nonostante la minore età e non avesse la patente. Lunedì mattina era stato a scuola, all’Ipsia Pacinotti di Pontedera dove frequentava la 3^ dell’indirizzo manutenzione mezzi di trasporto. Nel pomeriggio, non si sa a che ora, è salito sul trattore ed è andato in giro per i campi e i viottoli.

La tragedia sulla stradina al limitare del bosco, sulla via di ritorno verso il casolare dove la famiglia Laveglia abita da pochi anni. Il ragazzo potrebbe aver perso il controllo del trattore per una buca, un cedimento del terreno o per un dosso o una grossa radice. Il mezzo agricolo si è ribaltato intrappolandolo senza via di scampo. Non è stato possibile stabilire l’ora del decesso. A ritrovarlo è stato il padre, Sabino. Non vedendolo tornare a casa per la cena è andato a cercarlo. Erano da poco passate le 20 di lunedì quando l’uomo ha fatto la scoperta agghiacciante che mai un genitore vorrebbe fare. Ha chiesto aiuto a un amico, ha chiamato i soccorritori, ma per Felice non c’era più niente da fare. Nei campi lungo la via Palaiese sono arrivati i soccorritori della Pubblica Assistenza di Capanne, i vigili del fuoco e i carabinieri. Dopo alcune ore di accertamenti e rilievi il corpo del ragazzo è stato trasportato alla medicina legale di Pisa per l’autopsia. I carabinieri della stazione di San Romano e della compagnia di San Miniato hanno inviato una dettagliata informativa alla Procura della repubblica.

La famiglia Laveglia abita nel podere San Lorenzo da pochi anni. Originaria di Sanza, comune del Vallo di Diano in Campania, prima di scegliere la campagna di Montopoli ha vissuto a Montaione. Felice lascia in un dolore atroce il padre Sabino, la mamma Velia Citera la sorella maggiore e la sorella minore. Ieri la sindaca di Montopoli Linda Vanni ha fatto visita ai genitori e familiari di Felice per esprimere il cordoglio di tutta la comunità.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, esprime "la vicinanza sua e della regione alla famiglia del ragazzo che ha perso la vita schiacciato dal trattore". "Una notizia che ci lascia attoniti e ci addolora, ma che ci induce anche a ribadire la necessità di incrementare la consapevolezza del pericolo in determinate situazioni e condizioni", ha aggiunto Giani. "Studenti, insegnanti e personale dell’Ipsia Pacinotti – il messaggio della preside Maria Giovanna Missaggia – esprimono il più profondo cordoglio per il tragico incidente che ha visto coinvolto un giovanissimo allievo, Felice Laveglia. La sua morte vorremmo diventasse ragione di monito e di riflessione affinché i tanti ragazzi, in particolare degli istituti professionali, che per passione e scelta personale o per esigenze familiari attendono precocemente a compiti lavorativi cui tanti altri loro coetanei si accostano in età più matura fossero sempre oggetto di rispettosa attenzione e accudimento da parte di noi tutti". Cordoglio e vicinanza alla famiglia anche dal sindaco di Montaione Paolo Pomponi: "Non è giusto quello che è accaduto, Felice è arrivato piccolissimo a Montaione, dove ha frequentato le scuole, è stato un nostro concittadino per un decennio, la maggior parte della sua giovane vita. Sono eventi drammatici che per i credenti come me mettono in discussione anche la fede. Non mi vergogno ad ammetterlo".