
Il ritratto di Niccolò Petrella realizzato dalla 2^ A
Intervista a Niccolò Petricella, calciante.
Come ti sei avvicinato a questo sport?
"Mi ha invitato un amico che già lo praticava. L’ambiente mi è piaciuto. Gioco da 15 anni".
I tuoi compagni hanno dei soprannomi?
"No. Ma, mentre i calciatori hanno dei numeri sulle magliette, i calcianti hanno simboli sui pantaloni. Io ho la mezzaluna".
Cosa rappresenta il verde?
"I colori sono quelli delle livree, le vesti con i calzoni al polpaccio, tipiche dei nobili".
I Verdi hanno mai vinto il torneo?
"Purtroppo, anche se abbiamo la fama di una squadra temibile, l’ultima vittoria risale al 1996".
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Vincere il prossimo torneo e dare una grande gioia ai nostri tifosi. A Pasqua in piazza Duomo, verranno estratte le uova colorate per stabilire le squadre delle semifinali".
I giocatori vengono pagati?
"No, il Comune di Firenze dà un contributo per mantenere la sede, ma noi giochiamo per passione; il simbolo della vittoria è un palio, un drappo".
Ma non viene data anche una vitella?
"Sì, ma oggi è solo per scena ed è la stessa tutti gli anni. In passato invece era il premio e il quartiere vincitore se la mangiava".
In che ruolo giochi?
"Quello di ’Innanzi’, ma tra di noi lo chiamiamo ’Battuta’ perché devo battermi con gli avversari per bloccarli".