GABRIELE NUTI
Cronaca

Niccolò Petricella: "Si nasce Verdi e si muore Verdi"

Intervista a Niccolò Petricella, calciante. Come ti sei avvicinato a questo sport? "Mi ha invitato un amico che già lo praticava. L’ambiente...

Il ritratto di Niccolò Petrella realizzato dalla 2^ A

Il ritratto di Niccolò Petrella realizzato dalla 2^ A

Intervista a Niccolò Petricella, calciante.

Come ti sei avvicinato a questo sport?

"Mi ha invitato un amico che già lo praticava. L’ambiente mi è piaciuto. Gioco da 15 anni".

I tuoi compagni hanno dei soprannomi?

"No. Ma, mentre i calciatori hanno dei numeri sulle magliette, i calcianti hanno simboli sui pantaloni. Io ho la mezzaluna".

Cosa rappresenta il verde?

"I colori sono quelli delle livree, le vesti con i calzoni al polpaccio, tipiche dei nobili".

I Verdi hanno mai vinto il torneo?

"Purtroppo, anche se abbiamo la fama di una squadra temibile, l’ultima vittoria risale al 1996".

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Vincere il prossimo torneo e dare una grande gioia ai nostri tifosi. A Pasqua in piazza Duomo, verranno estratte le uova colorate per stabilire le squadre delle semifinali".

I giocatori vengono pagati?

"No, il Comune di Firenze dà un contributo per mantenere la sede, ma noi giochiamo per passione; il simbolo della vittoria è un palio, un drappo".

Ma non viene data anche una vitella?

"Sì, ma oggi è solo per scena ed è la stessa tutti gli anni. In passato invece era il premio e il quartiere vincitore se la mangiava".

In che ruolo giochi?

"Quello di ’Innanzi’, ma tra di noi lo chiamiamo ’Battuta’ perché devo battermi con gli avversari per bloccarli".