
Centrosinistra con Gazzetti: "Evento unico. Servono soldi dal governo" . La presidente Tozzi (Fratelli d’Italia): "Responsabilità sul reticolo minore".
PRATOLa tragedia dell’inizio novembre del 2023 meritava una relazione condivisa. Invece non è stato così: la commissione regionale d’inchiesta si è spaccata e ognuno è andato per la propria parte con conclusioni diverse. Il centrosinistra butta la palla direzione Roma chiamando in causa, come ormai da tempo, il governo e sottolineando l’eccezionalità dell’evento. Il centrodestra accende i riflettori su quanto non fatto nel corso degli ultimi decenni specialmente sul reticolo minore, quello che è “espoloso“ nella notte drammatica tra il 2 e il 3 novembre del ’23.
Nella relazione di maggioranza si evidenzia l’aspetto dell’eccezionalità dell’evento ma anche la "impellente necessità di tutte le risorse economiche necessarie a realizzare tutto quel sistema di interventi di riduzione del rischio idraulico ed idrogeologico che, in forza di quanto previsto dal codice della Protezione civile, sono stati indicati all’attenzione del dipartimento nazionale di Protezione civile, dunque al Governo". Interventi che, si legge ancora, "ammontano, in termini economici, complessivamente a 1,1 miliardi" e il cui "celere finanziamento da parte dello Stato darebbe anche un senso al lavoro volto da questa commissione".
Al contrario, nella relazione di minoranza si legge che "dai lavori della commissione è emersa una chiara responsabilità, in ordine alla scarsa manutenzione del reticolo secondario, così come alle scelte urbanistiche che hanno portato a costruire dove non si doveva ed a tombare un considerevole numero di corsi d’acqua, nelle scelte politiche di chi, ormai da decenni si succede in continuità, nei vari livelli di governo del territorio e della Regione".
La presidente della commissione Elisa Tozzi: “Il governo della Regione e degli enti locali deve cambiare paradigma su almeno tre fronti - sottolinea dopo l’ultima riunione della commissione di ieri - fermare il consumo di suolo nei territori più esposti; investire sulle manutenzioni e sul controllo dello stato degli argini; destinare risorse per grandi nuove opere di prevenzione anche ai corsi d’acqua minori”. Tozzi sottolinea che la commissione non ha cercato di individuare eventuali responsabili dei disastri, compito che spetta alla magistratura. Il lavoro dei consiglieri si è invece concentrato sugli interventi fin qui compiuti contro il dissesto idrogeologico e per prevenire i disastri, oltre che per rispondere con celerità alle emergenze. L’urbanizzazione “selvaggia”, il sistematico tombamento dei corsi d’acqua e la carenza di manutenzione del reticolo idrico secondario hanno aggiunto fragilità. “La vera svolta- avverte in questo senso la presidente della commissione d’inchiesta- sta nel decidere di fare ciò che la legge consente ma i governatori toscani, da Rossi a Giani, non hanno mai fatto: usare tutti i poteri che la legge gli ha delegato, quali commissari contro il dissesto, per realizzare celermente le opere. Se c’è una responsabilità della politica, forse sta proprio qui: aver risposto in maniera ordinaria ad un problema di straordinaria portata. È arrivata l’ora di cambiare paradigma, davvero”.
Durante le audizioni della commissione sono stati ascoltati anche Matteo Biffoni e Simone Calamai.“Le casse di espansione non si sono rivelate sufficienti - ha ricordato l’ex sindaco di Prato - Per quanto concerne i corsi d’acqua tombati, essi spesso passano in luoghi a forte densità di popolazione, alcuni sotto edifici, per cui la soluzione non è così immediata e facile da mettere in atto“.
La presidente Tozzi durante le audizioni in considerazione della fragilità del territorio, ha chiesto al sindaco di Montemurlo se sia stato fatto precedentemente un attento monitoraggio dei corsi d’acqua e se siano stati chiesti alla Regione interventi che esulano dalla somma urgenza. Ha domandato anche se il Piano della Protezione Civile comunale fosse aggiornato al momento dell’evento calamitoso del novembre del ’23.Il sindaco Calamai, si legge nei verbali, “riferisce il funzionamento del sistema attuale, che ha interconnessioni continue anche con il sistema fognario. Elenca le proposte di intervento presentate alla Regione e gli interventi in corso di svolgimento e in progetto. Il Piano della Protezione Civile non era stato aggiornato, ma erano aggiornati gli allegati, che si riferiscono proprio alla parte operativa e alla cartografia, dichiarando che anche il piano vero e proprio, in fase di aggiornamento, verrà approvato a breve“, così rispose nel dicembre 2024 alla commissione.
Luigi Caroppo