
Marco Curcio, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Vernio
Marco Curcio, capogruppo di FdI a Vernio, torna sulla vicenda della biblioteca Petrarca, argomento ancora caldo a Vernio dove molti cittadini hanno espresso dispiacere per la perdita di servizi importanti che la biblioteca svolgeva e ospitava, come la Bottega della Salute. "Spero sinceramente che i servizi possano tornare nella frazione di Sant’Ippolito – spiega Curcio in una nota – Ma è altrettanto evidente che la gestione pregressa della struttura ha compromesso il rapporto di fiducia con le istituzioni. Se oggi quei servizi non ci sono più, non è per colpa di chi ha sollevato il problema, ma di chi lo ha causato. Chi eroga un servizio pubblico deve rispettare le regole. E chi amministra ha il dovere di controllare. Ora il sindaco dovrà dare spiegazioni chiare e documentate. Ho formalizzato un’interrogazione su tutti questi punti".
Curcio, nella nota, spiega la vicenda su cui sono in corso accertamenti da parte della Procura della Repubblica di Prato. "A seguito del sopralluogo congiunto effettuato il 13 febbraio scorso dalla Polizia Municipale e da Consiag Servizi presso l’immobile utilizzato dalla Biblioteca Popolare Petrarca di Sant’Ippolito – dichiara Curcio - è emerso che la struttura era sprovvista di un contatore elettrico autonomo ed era collegata direttamente alla rete dell’illuminazione pubblica del Comune di Vernio. Il 4 marzo ho presentato una richiesta di accesso agli atti per ottenere copia del verbale e della documentazione relativa al sopralluogo. La risposta ufficiale del Comune è stata la seguente: ‘La documentazione conseguente al sopralluogo presso la Biblioteca Petrarca è nelle disponibilità dell’Autorità Giudiziaria e, come indicato dal Responsabile del Corpo Unico di Polizia Municipale, la stessa è coperta da segreto istruttorio ed il titolare al rilascio è l’Autorità Giudiziaria’". "Non ho elementi per affermare con certezza l’esistenza di un’indagine in corso – continua Curcio – ma è legittimo ritenere che la vicenda sia ancora all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria. Alla luce di quanto emerso, è lecito chiedersi come la Biblioteca sia riuscita, alcuni anni fa, a ottenere da Anci Toscana l’autorizzazione a ospitare il servizio "Bottega della Salute", un’attività di carattere pubblico rivolta alla cittadinanza. Prima di avviare un servizio di questo tipo è prassi verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro". Tre le questioni sollevate da Curcio: la congruità della convenzione con Anci, la sicurezza per gli utenti e i volontari e l’aspetto economico.
"L’impianto elettrico risultava collegato direttamente alla rete dell’illuminazione pubblica – conclude – condizione che rende estremamente difficile il rilascio di una certificazione conforme alla normativa. Pertanto è più che lecito interrogarsi sull’attendibilità di quanto dichiarato all’epoca. Tanto più che in quei locali operavano anche giovani del Servizio Civile, per i quali la legge impone livelli di tutela e sicurezza particolarmente elevati. C’è anche un tema economico importante. La Biblioteca è attiva da decenni e, se l’allaccio improprio è rimasto in vigore per tutto questo tempo, il Comune – e quindi i cittadini di Vernio – potrebbero aver sostenuto per anni i costi della fornitura elettrica, inconsapevolmente. Il danno potenziale, considerata la durata e l’utilizzo dei locali, potrebbe ammontare a diverse decine di migliaia di euro. Non risulterebbero, da quanto emerso finora, atti formali del Comune che autorizzassero il collegamento dell’immobile alla rete pubblica".
Claudia Iozzelli