REDAZIONE PRATO

Commissione antimafia. La prima volta in città. Tutti i problemi sul tavolo

I parlamentari incontrano procuratore, questore, prefetta e comandante Gdf. Il benvenuto della deputata La Porta: "È un momento storico per Prato".

La manifestazione del sindacato Sudd Cobas e degli. operai pachistani. a Seano nell’ottobre scorso

La manifestazione del sindacato Sudd Cobas e degli. operai pachistani. a Seano nell’ottobre scorso

È la prima volta della Commissione parlamentare Antimafia a Prato. Oggi un fitto calendario di appuntamenti, dalla mattina fino al primo pomeriggio: ci saranno diversi incontri significativi della squadra ’mista’ Camera e Senato. Il clou degli appuntamenti è con il procuratore capo Luca Tescaroli che più volte ha denunciato il cosiddetto ’Sistema Prato’, quello dell’illegalità di molte aziende cinesi e quello, pericolosissimo, delle sinergie tra malavita italiana e straniera.

La Commissione parlerà anche con il questore, con il comandante della Guardia di finanza, con la prefetta. Nessun incontro è previsto con la sindaca Bugetti e ciò ha generato qualche perplessità a Palazzo comunale così come non saranno ascoltati i rappresentati di sindacati e di associazioni di categoria.

C’è molta attesa per l’"indagine" che i parlamentari faranno sul campo, a Prato, una delle capitali italiane delle Chinatown, per i dati e le relazioni che raccoglieranno, per le richieste che arriveranno dal territorio. A loro è chiesto di "tradurre", se lo riterranno necessario come sembra, lo scenario che trovano e conosceranno in interventi legislativi. C’è molta attesa anche a livello politico: Fratelli d’Italia rivendica di essere stato il primo partito a volere con forza la visita della Commissione, vista come una priorità non più rinviabile. Il Pd a sua volta ha sottolineato di aver spinto perché questa data si concretizzasse.

Tra i componenti della Commissione oggi a Prato ci saranno Francesco Michelotti di Fratelli d’Italia, Pietro Pittalis di Forza Italia e Vincenza Rando del Pd.

"La visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, per la prima volta a Prato rappresenta un momento storico per la nostra città - sottolinea la deputata di Fratelli d’Italia Chiara La Porta - perché segna, attraverso il proprio lavoro specifico e dedicato, un ulteriore passo non solo nel contrasto al fenomeno della mafia cinese, ma è, al tempo stesso, parte della formalizzazione definitiva di questa realtà criminale". La Porta parla di "un vero e proprio sistema, quello cinese, dalle connotazioni ben precise e delineate, che si contraddistingue per illegalità, violenza e sfruttamento del lavoro e che, fino all’insediamento del governo Meloni, è stato negato da chi ha da sempre amministrato Prato, con una metodologia che ricordava quella del mettere la polvere sotto al tappeto".

Per la deputata pratese "un favore di fatto al radicamento esponenziale, negli anni, di un sistema cinese mafioso peculiare, lasciato libero di strutturarsi".

Ma ora "sono finiti i tempi in cui ci si girava dall’altra parte per non vedere il male che stava infestando Prato. Sono finiti i tempi dell’assenza dello Stato e delle istituzioni".

Il procuratore capo Luca Tescaroli ha denunciato più volte (con una relazione dettagliata al ministro della Giustizia e anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario) la saldatura di criminalità cinese e italiana. Molte inchieste stanno riguardando lo sfruttamento lavorativo, il sistema ‘apri e chiudi’, l’evasione fiscale. E’ in atto tuttora la cosiddetta ‘guerra delle grucce’ con tanto di consegna di pacchi incendiari. Tescaroli ha chiesto che venga applicato a chi, nella comunità cinese collabora nello smascherare situazioni di illegalità, lo status di collaboratore e testimone di giustizia come per gli italiani. Il procuratore aveva avanzato anche la richiesta della costituzione di una Dda a Prato.

Danno il benvenuto alla Commissione anche la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti e Aldo Milone, ex assessore alla Sicurezza: "Per la prima volta c’è un’attenzione profonda ai problemi - dicono - accogliamo con favore l’arrivo della Commissione. I primi allarmi partirono quasi trent’anni fa, quando la penetrazione dell’illegalità doveva essere arginata. Ci sono grande responsabilità del Pd che ha faticato a parlare apertamente di mafia".

Luigi Caroppo