GIOVANNI FIORENTINO
Cronaca

Cybersicurezza per le imprese: "Priorità: le transizioni digitali"

Le strategie per aumentare il livello di protezione. Il tema al centro del convegno all’ex Creaf. L’assessora Squittieri: "Argomento urgente, anche per la pubbliche amministrazioni".

I relatori del convegno sulla «Cybersicurezza e l’innovazione tecnologica nelle pmi»

I relatori del convegno sulla «Cybersicurezza e l’innovazione tecnologica nelle pmi»

Favorire il confronto e la condivisione di conoscenze, esperienze e procedure nel campo della cybersicurezza, con particolare attenzione alle azioni pubbliche rivolte alle piccole e medie imprese. Questo l’obiettivo del convegno "Cybersicurezza ed innovazione tecnologica nelle pmi – Le ultime ricerche per un ecosistema digitale più sicuro", svoltosi ieri al "Centro Competenze 5G" negli spazi dell’ex-Creaf. Un incontro organizzato da Regione Toscana in collaborazione con Prisma, Fondazione Ugo Bordoni e Fondazione SERICS (acronimo di "SEcurity and RIghts In the CyberSpace"). "Stiamo effettuando ricerca in chiave nazionale, impegnati con tutta la compagine accademica e gli istituti nazionali grazie al Pnrr sulle sfide tecniche e normative in tema cybersicurezza – ha spiegato Alessandro Armando, esponente del comitato scientifico Serics – e ragionando su come trasferire queste competenze. Quali sono le priorità? Mettere maggiormente in sicurezza le transazioni digitali, ad esempio. Gli attacchi che stiamo vivendo sono stati intensi, ma il Paese sta mostrando resilienza: ci sono certamente stati alcuni disservizi, ma non così gravi. Bisogna inoltre tenere alta l’attenzione sulle nuove tecnologie: l’Intelligenza Artificiale ha molte potenzialità, ma anche dei vulnus. Abbiamo inoltre un progetto per la sicurezza del 5G e stiamo ragionando sul 6G". All’incontro era presente anche l’assessore all’innovazione Benedetta Squittieri. "Reputiamo fondamentale il fatto che la Regione abbia portato in città un tema come quello della cybersicurezza, percepito talvolta come poco urgente. Erroneamente, in quanto i nostri dati passano da strumenti del genere – ha detto – un argomento che riguarda le imprese, ma anche le pubbliche amministrazioni: oltre ad un corso di formazione, i dipendenti del Comune sono stati chiamati e sono chiamati ad una serie di test nei quali devono riconoscere il pishing. E i risultati sono stati fin qui incoraggianti".

Proprio Prato fu una delle cinque città italiane selezionate nel 2017 dal governo dell’epoca per il progetto sperimentale, allora innovativo, legato al 5G. E Squittieri ha fatto sapere che Prato ha gli strumenti per far parte nuovamente di un nuovo ipotetico progetto di innovazione sul 6G, quando sarà il momento.

Giovanni Fiorentino