SILVIA BINI
Cronaca

Evasione della Tari: "Il Comune non incassa oltre 12 milioni di euro"

Il capogruppo di Fratelli d’Italia: "Esiste una parte del distretto che si sottrae ai pagamenti. Il Comune resta immobile a danno delle imprese sane".

Raccolta dei rifiuti da parte di operatori di Alia

Raccolta dei rifiuti da parte di operatori di Alia

"È surreale che il Comune di Prato continui a lamentarsi della scarsità di fondi statali, quando è esso stesso a dimostrare, anno dopo anno, una totale incapacità nel far rispettare le regole e nel riscuotere ciò che gli è dovuto. Un’amministrazione che non sa gestire le proprie competenze non può pensare di assumere quelle altrui".

Così Tommaso Cocci, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, commenta i dati relativi alla Tari, la tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche, ovvero quella che riguarda imprese, attività produttive e commerciali.

"Nel 2024 – spiega Cocci – il Comune ha emesso oltre 27 milioni e mezzo di euro in avvisi Tari verso le aziende della città, ma ne ha incassati poco più di 15 milioni e 800mila. Manca all’appello quasi il 43% del dovuto: un buco di quasi 12 milioni di euro. E non è una novità. Dal 2020 a oggi, la capacità di riscossione è crollata progressivamente: si è passati da un tasso del 70,2% nel 2020 al 67,6% nel 2021, al 63,5% nel 2022, fino al 56,7% nel 2023. Nel 2024 si registra un leggerissimo rialzo al 57,1%, ma siamo ben lontani da livelli accettabili. È il segno evidente di una macchina amministrativa che si sta fermando, e che non riesce più a garantire equità né sostenibilità fiscale".

Cocci sottolinea che il problema non è solo tecnico, ma profondamente politico: "Chi evade non lo fa per caso, ma perché sa di poterlo fare impunemente. A Prato esiste una parte del distretto produttivo che da anni si sottrae sistematicamente al pagamento della Tari, con aziende intestate a prestanome, sedi inesistenti, continui cambi di intestatari. Tutti sanno dove si concentra questo fenomeno, eppure il Comune resta fermo, silenzioso, cieco. Nel frattempo, le imprese in regola vengono lasciate sole, costrette a pagare anche per chi non contribuisce, in un sistema che premia la furbizia e punisce la correttezza".

Cocci insiste: "Ma l’assurdo è che, mentre fallisce sulle proprie responsabilità, l’amministrazione propone di occuparsi di permessi di soggiorno. Una materia che spetta per legge al ministero dell’Interno e alle Questure. È un’iniziativa istituzionalmente inaccettabile, figlia di un attivismo ideologico che confonde i ruoli e mina l’equilibrio tra gli enti dello Stato. È francamente poco responsabile, soprattutto da parte di chi è già manifestamente incapace di gestire le proprie competenze fondamentali". Le imprese oltre alla Tari hanno l’obbligo di smaltire i rifiuti speciali attraverso imprese specializzate nel recupero e nello smaltimento.

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia il Comune non riesce a recuperare quanto dovrebbe dalle attività economiche sul fonte della Tari, una tassa che pesa sulle imprese sane e che l’amministrazione non riesce a riscuotere.

"Prato – conclude Cocci – ha bisogno di ordine, serietà e rispetto delle istituzioni. Serve rigore verso chi evade, trasparenza nella gestione, e la volontà politica di tutelare le aziende oneste. Basta campagne ideologiche, basta fumo negli occhi. Il Comune torni a fare ciò che gli compete, e lo faccia con disciplina e onore".

Mentre dai dati forniti da Cocci, dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti, emerge che poco più del 60% degli avvisi Tari viene riscosso, mentre il 40% dei costi non entra nelle casse comunali.