
Una porzione della Fattoria Medicea: la casa crollata nel fosso domenica scorsa foto Attalmi
PRATOLe ultime integrazioni al piano di recupero della Fattoria Medicea chieste a maggio sono arrivate al Comune solo da alcuni giorni. Il progetto presentato dalla Ciottoli Immobiliare, proprietaria dell’immobile, riguarda il complesso monumentale delle Cascine di Tavola e l’area circostante. Il progetto è ambizioso e l’idea della sindaca Ilaria Bugetti è quella di creare un’intesa pubblico-privata per arrivare a valorizzare una delle più belle aree della Toscana già residenza dei Medici. I tempi però stringono e il progetto ancora non convince del tutto l’amministrazione, oltre al fatto che presenta una notevole complessità di procedimento poiché coinvolge diversi enti: la Soprintendenza per il vincolo monumentale e paesaggistico, il Genio Civile per la presenza di aree ad alta pericolosità idraulica e la Provincia per l’accesso dalla via Roma che in quel tratto è strada provinciale. Una situazione talmente complessa che vista la lentezza della burocrazia rischierebbe di ingessare gli interventi per anni: per questo alla luce dei numerosi enti coinvolti, il Comune attiverà la conferenza dei servizi per per arrivare ad una soluzione più veloce delle problematiche emerse sul progetto di recupero presentato dalla Ciottoli Immobiliare.
Si tratta di un intervento imponente e bellissimo, ma tutt’altro che banale anche perché nell’area ci sono diversi fabbricati in parte di proprietà comunale, in parte di proprietà privata. C’è da portare avanti progetti sul doppio binario: il recupero della cascina (l’edificio più imponente formato da quattro corpi di fabbrica di due piani fuori terra, disposti a quadrilatero, con torri ai quattro lati) di proprietà privata e una serie di opere collaterali nelle aree di proprietà del Comune. Il primo impegno riguarda l’allagamento degli antichi corsi d’acqua oltre alla valorizzazione del verde. Ci sono poi la Casa del Guardia, la Casa del Caciaio, il Podere delle Polline e la Rimessa delle barche, edifici di proprietà dell’amministrazione che potrebbero tornare a nuovi fasti attraverso un’intesa pubblico-privata con l’inserimento di servizi e attività didattiche collaterali al parco.
Il fulcro del progetto riguarda però la parte privata e alla luce dello stato in cui versa l’immobile - vittima domenica di un ulteriore crollo - sarebbe opportuno accelerare i tempi. Il progetto – nel quale è prevista pure una piscina – è stato presentato nel settembre del 2023. Le ultime integrazione chieste dal Comune a maggio, sono arrivate oltre otto mesi dopo, di questo passo sembra impensabile arrivare ad una ristrutturazione in tempi brevi."Le Cascine di Tavola rientrano nei beni di pregio e in quella cintura dei parchi che l’amministrazione ha intenzione di valorizzare oltre al fatto che si tratta di un luogo bellissimo - spiega la sindaca Ilaria Bugetti -. Proprio alla luce di questo ho inserito la valorizzazione delle Cascine all’interno del programma di governo di questa amministrazione". Proprio in virtù di questa decisione, la sindaca ha avuto modo di confrontarsi con l’associazione nata per la tutela delle Cascine di Tavola che da sempre promuove la possibilità di dare nuova vita al sistema dei canali. Un tassello di una maxi opera per ridare nuova vita e slancio ad uno straordinario complesso monumentale e paesaggistico. "Per quanto riguarda la parte pubblica - aggiunge Bugetti - stiamo lavorando alla possibilità di riportare l’acqua nei canali come era nell’antichità, è un passaggio che richiedere una progettualità complessa perché va verificata la tenuta e l’impermeabilizzazione dei terreni. C’è però tutta una parte importante di proprietà privata che deve procedere in maniera autonoma. Per quanto riguarda gli immobili, che sono dell’amministrazione come appunto la Rimessa delle barche o la Casa del Caciaio, con i tecnici dell’Urbanistica abbiamo valutato la possibilità di inserire servizi annessi al parco attivando una collaborazione tra pubblico e privati come ad esempio un punto ristoro o attività legate alla didattica". Sul fonte della sicurezza dopo gli ultimi crolli che hanno interessato una porzione della fattoria, non ci sono particolari prescrizioni, l’area non è abitata e quindi è sufficiente che la zona sia recintata come, per altro, già imposto, a suo tempo.
Intanto si lavora sull’idea della proprietà di dare nuova vita alla Fattoria di Lorenzo il Magnifico: albergo, ristorante, residenze, servizi, museo e centro congressi oltre ad una piscina. Anche la la funzione commerciale è stata ammessa rispettando la vocazione del luogo e in misura ridotta. Il brillatoio e il magazzino, rimaste in mano al privato, dovranno ospitare funzioni pubbliche ai piani terra. La Fattoria Medicea è in attesa dell’adozione del piano di recupero e i pratesi sono in attesa di vedere restituito alla città un gioiello monumentale tanto prezioso.Silvia Bini