FRANCESCO BOCCHINI
Cronaca

Prato, la Cui compie 50 anni. Festa insieme alla città

È una delle più longeve cooperative della Toscana. Il 18 maggio spettacolo e mostra al Politeama

La festa della Cui per il traguardo raggiunto

La festa della Cui per il traguardo raggiunto

Prato, 6 marzo 2025 - Una bella storia di coraggio, di inclusione, di pari opportunità che ha come protagoniste le persone con disabilità, le loro famiglie ma anche tanti pratesi che questa storia l’hanno voluta condividere. È con questa premessa che la CUI, sigla che sta per Cooperativa Unitaria Invalidi, proprio oggi (6 marzo) compie 50 anni e festeggia insieme alla città. È una delle esperienze cooperative più longeve della Toscana e il suo è stato un progetto assolutamente anticipatore per l’inclusione delle persone diversamente abili attraverso attività creative manuali. Dal 1975 sono stati circa 250 le ragazze e i ragazzi, ma anche gli adulti, che hanno vissuto l’esperienza attiva della cooperativa, che dal 2015 si è trasferita nella nuova sede di via Reggiana. Nel centro diurno attualmente sono 60 gli utenti, dai 20 ai 70 anni con patologie differenti, che vengono accolti ogni giorno negli spazi dei tre moduli contraddistinti dai colori giallo, blu e rosso. Con loro sono impegnati 20 operatori di cui 15 soci. L’anniversario, dunque, merita di essere celebrato con solennità: questa mattina, nella sede di via Reggiana, con il taglio della torta preparata dalle ragazze e dai ragazzi dell’Istituto alberghiero Datini (hanno lavorato le quarte di Sala e di Pasticceria), nel pomeriggio con un momento ufficiale nel corso della seduta del Consiglio comunale e il 18 maggio con uno spettacolo e una mostra al Politeama, promossi con Rete Insieme. Al taglio della torta questa mattina ha partecipato il presidente del consiglio comunale Lorenzo Tinagli, con la presidente Ambra Giorgi anche Sara Degli Angeli e Nunzia Gallo (la socia più giovane e la più anziana della cooperativa) “Quello della CUI è un percorso straordinario, è nato da una intuizione assolutamente rivoluzionaria che ribaltava la prospettiva sulla disabilità - fa notare la presidente Ambra Giorgi - Non più la disabilità come vergogna o isolamento in casa o, peggio, in strutture che praticavano il puro contenimento. Abbiamo avviato progetti pionieristici sul terreno dell’inclusione sociale e delle pari opportunità, oggi proseguiamo questo percorso attraverso progetti educativi innovativi”. “Per me questa è una giornata di grande emozione, sono contenta e orgogliosa, siamo cresciuti con la CUI - mette in evidenza Paola Biagioni (suo padre Omero è stato uno dei fondatori e Luca, suo fratello di 60 anni, è accolto in cooperativa fin dalla fondazione) - Oggi voglio ringraziare chi, in questi 50 anni, ha accompagnato la crescita della Cui, una realtà che si è trasformata per essere sempre adeguata alle esigenze delle persone, un luogo accogliente. Come famiglie ci fidiamo e ci affidiamo, sappiamo che i nostri fratelli e i nostri figli vengono curati e stimolati, ognuno a seconda delle proprie potenzialità”. Tutto comincia, dunque, dalla forza e dalla determinazione di un gruppo di genitori - artigiani, falegnami, fabbri e muratori - giustamente convinti che le loro ragazze e i loro ragazzi dovessero uscire di casa e meritare delle opportunità adeguate. Così è nata la CUI in via Targetti, nell’ex Fabbricone, come un laboratorio di falegnameria sui generis, dove la creatività è stata protagonista dell’emancipazione di tanti ragazzi: ognuno a suo modo creativo, ognuno a suo modo originale... “. Alla Cui sono stati realizzati oggetti originalissimi, arredi di design e persino le scenografie per gli spettacoli di Luca Ronconi. La cooperativa forniva mobili al Comune per le scuole materne e gli asili nido e partecipava anche alle fiere all’estero. “Il filo rosso che costituisce la trama della nostra esperienza di ieri, di oggi e di quella futura è il lavoro, non più declinato alle macchine ma secondo varie opzioni - sottolinea ancora Ambra Giorgi - Le giornate sono sempre scandite dal lavoro manuale, costruiamo ancora piccoli oggetti in legno, c’è poi l’orto biodinamico impiantato grazie alla collaborazione con gli studenti dell’istituto Datini, il laboratorio di ceramica le sedute di pet therapy e quelle di attività psicomotoria e della danza”. Nel futuro - con la speranza che possa presto decollare - anche un progetto di autonomia finalizzato agli inserimenti lavorativi dei ragazzi nelle aziende del territorio.