GOFFREDO GORI
Cronaca

La musica d’arte per le donne. Massai, voce pratese a Londra canta le "chansons" francesi

L’8 marzo alla scuola Verdi un concerto da non perdere con le liriche di Massenet, Debussy e Fauré. Protagonista di "O’ Dulcinée" il basso che si esibisce con il Maggio, con una carriera internazionale.

Paolo Massei, voce di basso

Paolo Massei, voce di basso

La musica d’arte accompagna il rito della mimosa con un’occasione d’ascolto universale, oltre la data del calendario: "Chansons francesi" è un programma di liriche in sintonia ideale con l’8 marzo. Titolo: O’ Dulcinée per voce e pianoforte alla Scuola Verdi, sabato 8 marzo alle 17 (una proposta della Camerata). Liriche di compositori francesi che hanno in comune quella raffinatezza coloristica e timbrica affine alla pittura degli impressionisti. Pittura, ma anche poesia e letteratura; poiché l’alfiere di questo raro programma è "il cavaliere dalla triste figura", quell’ hidalgo spagnolo del celebrato Cervantes, l’errante Don Chisciotte, come errante è la natura della musica.

Errabondo è anche l’interprete Salvatore Paolo Massei, voce di basso, pratese che ora vive a Londra, che negli anni di studio è passato anche dalla nostra scuola Verdi, si diploma al Cherubini di Firenze e inizia il suo ricco repertorio a contatto con grandi nomi della lirica, interpretando in lingua originale personaggi storici di opere che richiedono oltre alla voce, un approfondimento culturale. Fino ad approdare al prestigioso coro del Maggio fiorentino. Merita fare un cenno al programma. Una delicata lirica di Massenet, la Serenata di Don Quichotte: "Quando appaiono le stelle… io faccio la mia preghiera ai tuoi occhi"; Faurè sui versi di Verlaine (1887) in Chiar di luna lega la parola alla tradizione romantica: "L’anima vostra è un paesaggio / Nella calma del chiar di luna bello e struggente"; non manca Debussy nel sommesso declamato di Notte stellata: "Questa rosa è il tuo respiro/ e queste stelle sono i tuoi occhi". Jacques Ibert in Chanson à Dulcinée: "Un giorno dura un anno / Se non vedo la mia Dulcinea". Da non perdere.

Goffredo Gori