
La polizia ha chiuso per 15 giorni il circolo Quinto Martini di Maliseti
Il circolo ricreativo ostaggio dei balordi. E dopo l’offesa arriva anche la beffa per il circolo "Quinto Martini" di Maliseti, locale storico della città con più di 400 soci, sempre attivo nella comunità con le sue attività di solidarietà e sostegno alle persone in difficoltà. Il circolo è finito nel mirino della questura in seguito a un violento litigio scoppiato venerdì scorso al suo interno tra alcuni avventori, stranieri e italiani. L’ennesimo a dire il vero. Ma ieri è arrivata la tegola: stop forzato al bar per 15 giorni su disposizione del questore Pasquale de Lorenzo per motivi di "ordine pubblico". Gli interventi delle forze dell’ordine nel locale sono stati diversi negli ultimi mesi a causa delle sue "cattive frequentazioni". Lo stop all’attività di somministrazione delle bevande parte da oggi. "Il provvedimento di chiusura temporanea – spiegano dalla Questura – è stato assunto a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica, con la finalità di impedire il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale".
La polizia è intervenuta venerdì in tarda serata dopo alcune segnalazioni. Secondo quanto appurato, la lite era scoppiata all’interno del bar in quanto un marocchino, che si era già allontanato, era stato accusato di spacciare nel locale. La polizia ha rintracciato lo straniero insieme a un connazionale: entrambi sono risultati pregiudicati e clandestini.
"Il questore ha chiuso solo l’attività di somministrazione delle bevande, non quelle del circolo – ha detto Giovanni Mosca, presidente del circolo – ma noi abbiamo deciso di chiudere tutto per 15 giorni. Purtroppo questi personaggi poco raccomandabili arrivano tutte le sere dalle 17 alle 20 e pretendono da bere. Noi non ci possiamo fare nulla, non possiamo non farli entrare o non dargli da bere. Sono pericolosi, feroci, hanno i coltelli in tasca. Ci tocca chiudere tutto perché per fare le attività ricreative si deve passare per forza dal bar e chi glielo spiega, se tornano, che non possiamo servire da bere per un provvedimento del questore?".
Mosca racconta di una situazione fuori controllo, non per colpa del locale anche se a rimetterci ora è solo il circolo. Da tempo gli stranieri lo usano come punto di ritrovo, bevono, spacciano e se ne vanno.
"Stavo facendo l’esposto da presentare al questore per chiedergli un incontro – prosegue Mosca sconsolato – ma mi ha preceduto con questo provvedimento. Il circolo è frequentato fino alle 17 da persone perbene, famiglie, anziani, bambini. Purtroppo si è creata questa situazione e noi non sappiamo come porvi un freno. Sono veramente dispiaciuto di quello che è accaduto".
Mosca ieri ha spiegato agli agenti che hanno recapitato il provvedimento di chiusura che gli spacciatori nascondono la droga dietro la sede alla banca. "Vanno lì prendono quello che devono e fanno le consegne", ha detto.
"Che cosa ci possiamo fare noi? Siamo tutti volontari, padri di famiglia, al bancone sono tutte donne. Queste persone sono prepotenti, sono dediti allo spaccio, li stiamo combattendo ma è una battaglia impari. Il circolo arci non è una caserma dei carabinieri. Avevo deciso di chiudere il circolo alle due perché non ce la facciamo più, non possiamo accettare questa prepotenza. Da soli non possiamo combattere una delinquenza così feroce. Chiediamo un aiuto".
Laura Natoli