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Oleum Nostrum, ecco il podio. C’è Montemurlo con "Felice"

La 21ª edizione di Oleum Nostrum, promossa dalla Camera di Commercio. "Omaggio a un prodotto simbolo"

I titolari di Felice Agricoltura assieme all’assessore di Montemurlo Forastiero

I titolari di Felice Agricoltura assieme all’assessore di Montemurlo Forastiero

È la Società agricola Campioni s.s. Frantoio Croci di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, a vincere l’edizione 2024 di Oleum Nostrum, il concorso che vuole celebrare e valorizzare una delle eccellenze enogastronomiche dei territori delle province di Pistoia e Prato: l’olio extravergine d’oliva. Il secondo posto va all’olio extra vergine d’oliva della società agricola Podere La Costa di Uzzano (Pistoia). L’olio biologico della società agricola Felice Agricoltura di Montemurlo arriva terzo classificato. La manifestazione, promossa dalla Camera di commercio di Pistoia-Prato, quest’anno è giunta alla sua ventunesima edizione.

"Celebrare l’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva del nostro territorio significa rendere omaggio a un prodotto simbolo della nostra tradizione e alla passione delle aziende che lo producono. – afferma Dalila Mazzi, presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato – Oleum Nostrum non è solo una competizione, ma un momento di riconoscimento per il lavoro e la dedizione dei produttori, che ogni anno contribuiscono a valorizzare il nostro territorio attraverso la qualità e l’autenticità dei loro prodotti".

In generale la qualità degli oli che hanno partecipato al concorso si è rivelata essere buona, confermando l’impegno delle aziende nella produzione di eccellenza. Franco Pasquini, capo panel del comitato professionale di assaggio della Camera di commercio di Pistoia-Prato, spiega: "La raccolta delle olive è iniziata in un clima di ottimismo, ed è andata decisamente meglio del 2023 con un 35 per cento in più, per una produzione di circa 150 mila quintali di olio. Le produzioni potevano essere notevolmente superiori se la resa non fosse stata decisamente inferiore agli altri anni, con una percentuale che è rimasta per quasi tutto il periodo al di sotto del 10%. Grazie alle temperature non troppo elevate che abbiamo avuto all’inizio della raccolta, gli oli ottenuti sono stati corretti e privi di difetto di riscaldo fin dall’inizio. Naturalmente le olive erano ancora acerbe e gli oli ottenuti seppur corretti, apparivano acerbi, senza grandi profumi, poco amari e con un buon piccante. Con il procedere della raccolta, meno anticipata rispetto agli anni scorsi, si sono poi ottenuti oli molto interessanti, con profumi molto freschi e piacevoli, che non ritrovavamo da tempo".

Lorenzo Cecchi, ricercatore del Dipartimento Dagri dell’Università degli Studi di Firenze ha sottolineato l’importanza delle proprietà nutrizionali e sensoriali degli oli vergini d’oliva del territorio.