
Una delle serre clandestine a Prato
Prato, 16 giugno 2022 - Due mondi paralleli e tanto lontani. Siamo a Prato. Davanti al parco delle Cascine di Tavola, dove Lorenzo il Magnifico aveva immaginato la sua fattoria ideale, accanto alla Villa medicea patrimonio Unesco, una distesa di serre cinesi. Non è purtroppo un problema nuovo, ma con la guerra che fa lievitare i prezzi dei prodotti alimentari quelle coperture bianche sembrano crescere di settimana in settimana nell’hinterland pratese nel bel mezzo di quello che aspira ad essere il Parco agricolo della piana e che dovrebbe invece valorizzare le produzioni biologiche, le eccellenze del territorio.
Qui dove la filiera parallela invade anche l’agricoltura gonfiando i prezzi degli affitti dei terreni per azzerare la concorrenza italiana e inquinando non solo il mercato, ma anche i terreni. A lanciare in più occasioni l’allarme è stata Coldiretti sui rischi delle coltivazioni senza regole. Preoccupazioni su sementi, pesticidi e fertilizzanti d’importazione poi confermate da Alessandro Brogi, professore di biotecnologia e tecnica agraria all’Istituto Agrario Francesco Datini di Prato. A preoccupare gli esperti non sono tanto le sementi geneticamente modificate - legali in Cina ma non in Italia -, capaci di rendere giganti zucchine, cavoli e pomodori, quanto l’uso smodato di diserbanti e fertilizzanti.
Prodotti talmente potenti sul terreno e quindi sulla salute dei consumatori per i quali è necessario conseguire una licenza sia per poterli acquistare sia per utilizzarli. Un uso smodato di tali sostanze può avere effetti dannosi sulle falde acquifere, sui terreni che le assorbono oltre che essere nocivi per chi consuma gli alimenti prodotti con tali quantità di fitofarmaci. Una potenziale bomba per l’ambiente e per l’uomo. Non ci sono certezze, ma tanti dubbi che potrebbero essere sciolti con una politica più stringente su coltivazioni e terreni. "Quello che mi preoccupa e che rappresenta un serio pericolo per l’ambiente e la salute è l’uso di diserbanti e fertilizzanti in maniera non adeguata - dice Brogi - Prodotti che vanno saputi maneggiare che si possono usare solo in quantità precise. Il rischio è causare seri danni all’ambiente e alle falde acquifere".