Prato, 2 agosto 2024 – Sono state eseguite le autopsie sui corpi di Gabriele Poali, direttore di tiro di 67 anni, e Alessio Lascialfari, 65 anni, le vittime del terribile rogo scoppiato venerdì scorso al poligono di via di Galceti. Gli esami sono stati disposti come "atto dovuto" dalla procura in quanto è chiaro che Paoli e Lascialfari siano morti per le ferite riportate a causa dell’incendio. I due si trovavano sulla linea dei 50 metri, anche se Lascialfari non era autorizzato perché non era un socio, quando qualcosa è andato storto: i testimoni hanno riferito di aver visto una fiammata partita all’improvviso sulla linea di tiro, nei pressi delle postazioni 4 e 5, e di aver sentito una "vampata" di calore terribile. Un terzo uomo, istruttore di 46 anni, è rimasto gravemente ustionato. Il medico legale dovrà valutare anche le ferite riportate dall’uomo.
Le famiglie delle vittime, quella di Paoli è assistita dall’avvocato Gabriele Guarducci e quella di Lascialfari dall’avvocato Tommaso Cocci, sono in attesa di ricevere il nulla osta dal magistrato per poter fissare i funerali dei loro cari. La procura ha nominato un secondo consulente, esperto in chimica, che ha già effettuato un sopralluogo, per risalire alle cause che hanno scatenato il terribile incendio che dal poligono si è propagato al vicino parco di Galceti distruggendo almeno otto ettari di bosco e area protetta. Al vaglio degli inquirenti ci sarà la bonifica che era stata eseguita la mattina stessa dell’incendio. Bonifica che deve essere eseguita periodicamente e secondo regole ben precise, ad esempio con dgli aspiratori per togliere i residui della polvere da sparo, materiale altamente infiammabile. Per eseguire gli accertamenti la procura ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo e incendio.
Accertamenti per i quali potrebbero esserci già degli indagati in quanto si tratta di esami irripetibili.
Ieri pomeriggi o è stata revocata l’ordinanza di chiusura del parco di Galceti. A sette giorni dal tragico incendio al Tiro a segno nazionale che ha attaccato l’area verde sul versante del Monteferrato, la situazione è finalmente tornata alla normalità. Le operazioni di bonifica, successive a quelle di spegnimento, si sono concluse nella notte fra mercoledì e giovedì.
I controlli da parte del sistema regionale antincendio, invece, proseguiranno almeno per tutta la prossima settimana. Le squadre di operatori dell’antincendio boschivo regionale, dunque, effettueranno quotidianamente più passaggi di controllo lungo il perimetro dell’area incendiata al fine di sorvegliare e intervenire su eventuali piccole riprese di incendio, fanno sapere dal Comune. Chiunque dovesse scorgere riprese di fiamma è invitato a segnalarlo al numero verde dell’antincendio boschivi della Regione Toscana (800.425425) oppure il numero verde di emergenza della protezione civile del Comune di Prato (800.301530).
La Protezione civile raccomanda ai cittadini di non avvicinarsi all’area incendiata perché gli alberi bruciati potrebbero essere poco stabili, la temperatura del suolo risulta ancora elevata, ed è probabile la presenza di molti fumi. Spegnere le fiamme e bonificare l’area ha richiesto l’impiego di tre elicotteri della Formazione Antincendi boschini Aib, quattro direttori dell’operazione per conto della Regione e oltre 100 volontari provenienti da tutta la Toscana.
"A nome di tutta la città ringrazio il sistema dell’Anticendio boschivo e la protezione civile per l’enorme lavoro che hanno fatto in questi giorni così difficili e tristi. Nonostante le temperature altissime, il fumo, la fatica e il pericolo, nessuno si è risparmiato neanche per un secondo permettendoci di limitare i danni", ha detto la sindaca Ilaria Bugetti.