
Le grandi opere della collezione, la Marcia dell’uomo contro il colonialismo che opprime i popoli le luci di Davide Stucchi e un progetto dedicato agli artisti vittime dell’Aids: ecco i prossimi temi .
"Costruire Comunità" è il titolo della nuova programmazione del Pecci, presentata ieri dal direttore Stefano Collicelli Cagol, riconfermato alla guida del centro per l’arte contemporanea per i prossimi tre anni: "Lavoriamo per trovare modi diversi per avvicinare le persone all’arte contemporanea, per comunicarla in modo facile e chiaro, ricercando degli appigli nelle nostre narrazioni che consentano a tutti di confrontarsi con l’opera a partire dal proprio vissuto e dalle proprie conoscenze", ha spiegato Collicelli Cagol, durante la conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il predidente Lorenzo Bini Smaghi e la sindaca Ilaria Bugetti (foto). Tre le mostre che saranno inaugurate il 30 maggio. La prima è "Smisurata - Opere XXL dalla collezione del Centro Pecci", curata dall’architetto Ibrahim Kombarji: è un invito a confrontarsi con le opere di grande formato che fanno parte della collezione e che saranno allestite nelle sale della storica ala progettata da Gamberini. Si potrà visitare fino al 30 settembre e sarà anche l’occasione di celebrare finalmente il ritorno di Prato ’88, la Mezzaluna di Mauro Staccioli che sarà ricollocata negli spazi esterni del museo, dopo le note traversie.
La seconda, a cura di Elena Magini, si intitola "Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. La marcia dell’uomo" ed è un’installazione monumentale permanente realizzata da due pionieri dell’immagine in movimento, che hanno recuperato da archivi di famiglia o di cineoperatori della prima metà del XX secolo testimonianze di come veniva visto il mondo in epoca coloniale. Il progetto permetterà di confrontarsi con l’immaginario con il quale veniva raccontata l’Africa dai colonizzatori, restituendo dignità alle popolazioni sottomesse. La terza mostra, visitabile fino al 2 novembre e curata dal direttore del Pecci Collicelli Cagol, è "Light Lights" ed accompagnerà i visitatori a immergersi nelle opere di luci create dall’artista Davide Stucchi. Infine, la quarta mostra a cura di Michele Bertolino sarà inaugurata il 4 ottobre: con il titolo "Vivono, Arte e affetti, Hiv / Aids in Italia, 1982-1996" affronterà il tema dell’Aids, ricordando gli artisti e i creativi che ne sono stati vittime.
Giovanni Fiorentino