FRANCESCO BOCCHINI
Cronaca

Prato, le richieste dei tifosi: "Progetto sportivo serio. E un impianto all’altezza"

Il nostro viaggio tra i tifosi biancazzurri, divisi sull’operato di Commini "Ha investito tanto, ma l’imprenditoria locale non lo ha mai sostenuto" "Una gestione fallimentare". E sul Lungobisenzio: "Dal Comune disinteresse...".

Il nostro viaggio tra i tifosi biancazzurri, divisi sull’operato di Commini "Ha investito tanto, ma l’imprenditoria locale non lo ha mai sostenuto" "Una gestione fallimentare". E sul Lungobisenzio: "Dal Comune disinteresse...".

Il nostro viaggio tra i tifosi biancazzurri, divisi sull’operato di Commini "Ha investito tanto, ma l’imprenditoria locale non lo ha mai sostenuto" "Una gestione fallimentare". E sul Lungobisenzio: "Dal Comune disinteresse...".

La città si divide su Stefano Commini, mentre molto meno su quelle che devono essere le necessità per il futuro del Prato: avere una squadra e uno stadio all’altezza della storia della società e della piazza. Le recenti dichiarazioni del presidente biancazzurro, così come il suo operato da quando (era il 2021) ha in mano il sodalizio laniero, stanno facendo discutere e spaccando l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi apprezza gli sforzi dell’imprenditore romano. "Commini andrebbe ammirato, perché sta facendo quello che può. Resterà al timone perché nessun imprenditore – almeno a livello locale – è interessato a rilevare la società", il commento di Piero Palloni. Per Flavio Gori, "è impensabile che con le sue sole forze Commini riesca a portare il Prato in Serie C. Purtroppo, l’imprenditoria cittadina non lo ha mai sostenuto e non mi sembra ci siano acquirenti all’orizzonte. Per cui, non resta che dare fiducia al presidente, almeno per un altro anno", la posizione dello storico tifoso dei lanieri, che vive in Giappone, da dove segue le vicende biancazzurre.

"Siamo dalla parte di Commini, perché ha investito e si sta impegnando per il Prato", aggiunge Alessandro Micheloni. Spazio poi al partito di coloro che sono contrari a Commini. "E’ imbarazzante essere in mano ad un presidente che ha investito male, con uno stadio fatiscente, senza piano strutturale, senza un progetto sportivo serio", il parere di Manuel Lodovichi. "Si sono perse identità e credibilità. Ci vuole una persona al timone che creda fermamente in un progetto concreto e che riporti il Prato dove merita, così che la piazza possa gioire come in passato", sostiene Lorenzo Bartolini.

Pietro Zoppi rincara la dose: "Se qualcuno è interessato ad acquistare la società, questo è il momento di affondare il colpo, fare un’offerta e prendersi il club. Sarebbe bello che questo soggetto uscisse allo scoperto per cambiare presidenza al più presto". Il ristoratore Renzo Bellandi ci va giù ancora più duro. "Commini deve andarsene. Quando nel 2021 è cambiata la gestione, ho deciso di rifare l’abbonamento per seguire la squadra allo stadio, quando il lavoro me lo permette. Ma adesso basta: il presidente dovrebbe vendere a 100 euro massimo, perché questo è attualmente il valore del Prato".

La preoccupazione non manca in vista del futuro. "Da quello che è emerso durante l’intervista a Commini di lunedì sera, se non arrivano altri investitori ci aspetta l’ennesimo campionato anonimo in Serie D", l’amara constatazione di Edoardo Sarti. Se la posizione di Commini non unisce il tifo biancazzurro, ci riesce la situazione dello stadio Lungobisenzio. Le voci qui sono tutte d’accordo: Prato merita qualcosa di meglio.

"La situazione stadio non è più sostenibile. Non ci sentiamo tutelati dalle istituzioni cittadine, che non sono mai interessate alle sorti del Prato, se non in rari casi", la convinzione di Lorenzo Bevacqua. Gli fa eco Marco Gargini: "Lo stadio deve essere ripensato per produrre utili tramite negozi, concerti e altri eventi. Il problema maggiore di Prato è che è sempre mancata una forte identità locale oltre al senso di appartenenza: si preferisce far grande la vicina Firenze, dire di essere di Firenze, tifare altre squadre, bazzicare altre città piuttosto che valorizzare tutto ciò che è Prato ed esserne orgogliosi". Tra i tifosi c’è voglia di sognare qualcosa di più: "Non è giusto che una città con il numero di abitanti che ha Prato si ritrovi con uno stadio e una squadra non all’altezza". Il sentimento, per tanti, è questo. Occorre uno scatto in avanti.

Francesco Bocchini