
Carabinieri
Prato, 2 aprile 2022 - Nuova misura di custudia cautelare in carcere per un trentenne cinese già recluso a Prato nell'ambito delle indagini sul rapimento di un suo connazionale, Yan Zongwei, 34 anni, i cui resti furono rinvenuti il 10 giugno scorso in una fossa adiacente a un casolare diroccato in località Le Sacca di Prato, vicino all'ex Istituto Cicognini.
Omicidio del 34enne il reato contestato nel nuovo provvedimento, notificato dai carabinieri al trentenne, residente a Prato, già in carcere con l'accusa di sequestro di Yan Zongwei. Il trentenne, si spiega dall'Arma, è anche indagato per occultamento del cadavere. Altri cittadini orientali, attualmente in stato di libertà, sono indagati per i medesimi reati. I fatti risalgono al 26 aprile 2021, quando un conoscente della vittima, spiegano i carabinieri, si presentò alla caserma dell'Arma di Prato per denunciare la scomparsa del 34enne, ipotizzando la possibilità di un sequestro di persona a scopo estorsivo. Gli accertamenti svolti nell'immediatezza avrebbero dato subito consistenza a tale ipotesi, «anche in ragione dell'attività lavorativa di broker abusivo svolta dalla vittima, che faceva cambio valuta e trasferimenti di denaro a nero dall'Italia alla Cina».
Nel giugno 2021 poi il ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione: l'identificazione avvenne mediante accertamenti tecnici di natura genetica. Dalle indagini, coordinate dalla Dda di Firenze e svolte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Prato, con l'ausilio dei colleghi del Ros, con una grande mole di dati di traffico telefonico e telematico analizzata oltre a numerose testimonianze acquisiste, hanno portato a ritenere che Yan Zongwei sarebbe stato ucciso con ogni probabilità lo stesso giorno del suo sequestro, dopo essere stato costretto ad eseguire movimentazioni di denaro on line verso conti correnti cinesi, «con riguardo ai quali la rogatoria verso la Cina, pur tempestivamente disposta dal pm, è rimasta a tutt'oggi senza risposta».