
Una scena di Drive – away dolls, il film. di Ethan Coen, la storia di. una coppia di donne che si amano, ma a fasi alterne: al Cinema Pecci giovedì 10 aprile
Torna Pezzi unici al Pecci, la rassegna cinematografica organizzata in collaborazione con Arcy Gay L’asterisco: quattro pellicole ogni giovedì di aprile. Si comincia stasera alle 21 con Quir di Nicola Bellucci, con la presenza dello stesso regista e di parte del cast. Si tratta di un bel documentario che, passando da un festival e l’altro, ha collezionato decine di premi meritatissimi. Al termine della proiezione, il pubblico avrà l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con l’autore e gli attori. Giovedì 10 aprile sarà la volta di Drive – away dolls di Ethan Coen. Si, proprio lui: uno dei due fratelli Coen, un marchio di fabbrica tra i più interessanti ed importanti emersi negli Stati Uniti negli ultimi quarant’anni. Insieme hanno diretto film entrati nella storia come Barton Fink, Il grande Lebowski, Non è un paese per vecchi. Adesso, da solo, Ethan Coen ha realizzato un film con una coppia di donne che si amano, Jamie e Sukie, a fasi alterne, causa l’infedeltà di una delle due. Film sfortunato, distribuito poco e male. Per fortuna gli amanti del cinema pratese potranno finalmente vederlo. Nel terzo appuntamento della rassegna giunta alla quarta edizione, l’intera trilogia delle relazioni pensata dal regista norvegese Dag Johan Haugerud: giovedì 17 aprile alle 16.10 Sex, alle 18.30 Love e alle 21 Dreams, tre capitoli passati nei vari festival del cinema, riscuotendo successo e riconoscimenti. In sala al termine delle proiezioni ci sarà il regista che arriverà a Prato direttamente dalla Norvegia. Un appuntamento da non perdere.
Ultimo appuntamento giovedì 24 aprile con un film che ha potuto godere di una ottima distribuzione lo scorso inverno: L’uomo del bosco del regista francese Alain Guiraudie, già apprezzato anni fa con Lo sconosciuto del lago". Con la nuova regia, Guiraudie costruisce un affascinante racconto ambientato in una piccola comunità montana. Pochi abitanti, tanti rancori, tante cose in sospeso, tante cose non dette. Per capire meglio il meccanismo narrativo, meglio riflettere sul titolo originale, Misericordie, quella che manca ad ognuno di questi protagonisti. Il miglior film francese dell’anno secondo la rivista Cahiers du Cinéma.
Federico Berti