
Tanti appassionati di tutte le età domenica scorsa all’impianto della Toscanini per assistere alla sfida cittadina
Il basket è una disciplina in pieno decollo a Prato e la palestra Toscanini non è sufficiente per accogliere tutto ciò che esprime questo movimento. Per coloro che vivono il mondo della pallacanestro cittadina questa non è certo una novità, ma le polemiche che sono state sollevate dal derby di serie C fra Dragons e Union, al quale hanno potuto assistere poco più di un centinaio di spettatori, hanno riportato alla ribalta questo tema. Anche perché in contemporanea ad allarmare gli amanti del basket pratese sono arrivare anche le voci di un possibile slittamento nella consegna della palestra di San Paolo, che dovrebbe sostituire le Toscanini, dall’inizio del prossimo anno agonistico a quello successivo. "Intanto, per quanto questo ultimo aspetto – spiega il presidente dei Dragons Fabio Amerighi – attendiamo che ci vengano fornite delle notizie ufficiali. Abbiamo parlato con l’amministrazione comunale non più tardi di quindici giorni fa e sanno quali sono le nostre necessità. Quello che è certo è che a Prato in questo momento le Toscanini sono l’unico impianto omologabile che può ospitare le partite di basket di un certo livello e che sarebbe quanto meno necessaria almeno una alternativa". Poniamo però il caso che i Dragons, ora secondi in classifica e già qualificati per i playoff, raggiungessero il traguardo della promozione, il problema si porrebbe subito, come avvenne un paio di anni fa quando, per mancanza di un impianto idoneo, la società fu costretta a rinunciare alla categoria superiore. "E’ chiaro che si verificasse questa situazione – dice il presidente dei Dragons – con le nostre forze faremmo difficoltà a risolvere il problema. Ci vorrebbe una grande collaborazione con l’amministrazione comunale ma anche con le forze economiche della città, solo così potremmo affrontare questo tipo di avventura". Ma il problema non riguarda solo la prima squadra ed un palcoscenico dove per il derby hanno potuto avere accesso solo un centinaio di spettatori. I Dragons ed anche l’Union sono in difficoltà anche per portare avanti un lavoro di livello con il loro settore giovanile. "Mancano gli spazi per fare attività e non solo a noi – afferma Amerighi – ed ora che siamo in fase di programmazione della nuova stagione, siamo in difficoltà perché non riusciamo a fare quanto vorremmo rispetto alle richieste che ci arrivano dalle famiglie. Attualmente sono circa duecento i ragazzi che fanno parte del nostro vivaio e di più non possiamo con gli impianti esistenti. Ma il basket a Prato è in grande ascesa e qualcosa dobbiamo cercare di fare per accontentare tutti. Anche perché, oltre a curare in un certo modo l’aspetto agonistico - ed i risultati ottenuti negli ultimi anni ci pongono fra le società migliori della Toscana – il nostro sta diventando anche un laboratorio per l’integrazione. La comunità cinese è infatti molto sensibile alla pallacanestro che più di ogni altra disciplina a Prato li appassiona. E da noi, sarà forse per il nome (Dragons, i dragoni), sono davvero tanti i ragazzi cinesi che fanno attività. Anche questo è un aspetto da non trascurare".
Massimiliano Martini