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La Mezzaluna di Mauro Staccioli tornerà al Pecci entro giugno, quando si concluderà l’intervento di restauro in corso: lo ha...
La Mezzaluna di Mauro Staccioli tornerà al Pecci entro giugno, quando si concluderà l’intervento di restauro in corso: lo ha anticipato ieri la sindaca Ilaria Bugetti. Un restauro che dovrà riparare i gravi danni subiti dall’opera d’arte, finita per tre anni e mezzo in un campo da rugby in disuso, in mezzo ad erbacce e rifiuti, come la Nazione denunciò nell’ottobre del 2022, grazie alla segnalazione di un cittadino, Luca Soldi. Prato ’88, questo il vero nome della Mezzaluna, assieme alla celebre colonna spezzata di Anne e Patrick Poirier, per anni ha adornato gli spazi esterni del Pecci con il suo nitore, la sua eleganza, la sua bellezza. Era un collegamento tra il museo e la città, uno slancio, un simbolo per la città. Fu spostata per consentire l’allestimento del cantiere per l’allargamento del museo, l’astronave dorata progettata da Maurice Nio. Poi sparì dalla memoria e dalla cura di chi avrebbe dovuto occuparsene, diventando un irriconoscibile ammasso di ferro e cemento, di brandelli di teli in pvc che avrebbero dovuto proteggerla dalle intemperie. Dopo l’allarme lanciato dalla Nazione due anni e mezzo fa, Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio, annunciò subito la disponibilità a finanziare il suo recupero: "Prato 88 è un’opera di grandissimo valore per la città, un valore materiale e immateriale", disse. Così la macchina per riportarla a casa si mise in moto. A novembre 2022 il Comune, proprietario dell’opera, annunciò che alla fine del 2023 Prato ’88 sarebbe tornata al Pecci, ma si sa che i tempi della burocrazia non coincidono mai con quelli della speranza. Così nel settembre 2024 dal Comune ci fu un nuovo annuncio e una nuova data: le prime settimane del 2025. Ci sarà un ulteriore slittamento, ma questa sarà la volta buona. Al termine del restauro, la Mezzaluna sarà collocata all’estremità del terrapieno che fa angolo tra viale Leonardo da Vinci e viale della Repubblica (in adiacenza al piazzale d’accesso al museo). Troverà dunque spazio in una posizione che richiama quella originaria, tenendo ovviamente conto della mutata configurazione dei luoghi. Finalmente.