REDAZIONE PRATO

Uccide la madre e brucia la casa. Ragazzo ricoverato e piantonato. Sequestrate cartelle cliniche

Durante l’interrogatorio il ragazzo ha detto che non prendeva medicinali. E’ sordo e con problemi psichiatrici. A novembre fu sottoposto a un Tso, trattamento sanitario obbligatorio .

Durante l’interrogatorio il ragazzo ha detto che non prendeva medicinali. E’ sordo e con problemi psichiatrici. A novembre fu sottoposto a un Tso, trattamento sanitario obbligatorio .

Durante l’interrogatorio il ragazzo ha detto che non prendeva medicinali. E’ sordo e con problemi psichiatrici. A novembre fu sottoposto a un Tso, trattamento sanitario obbligatorio .

È ricoverato in una struttura psichiatrica, piantonato, il ragazzo di 22 anni che ha ucciso la madre Anna Viliani, 60 anni, a Vernio e poi ha dato fuoco alla casa. L’udienza di convalida dell’arresto è stata fissata per domani mattina. Una tragedia, quella che si è consumata nella villetta a schiera di via Toccafondi a Montepiano, tra lunedì e martedì, che ha sconvolto tutto il paese. La donna viveva da sola con il ragazzo, che è sordo e con problemi psichiatrici. Anna Viliani sbarcava il lunario come poteva, facendo dei servizi di pulizia saltuari, anche nella filiale dell’Unicredit in paese.

Il ragazzo, che sin da piccolo era stato seguito da medici e psichiatri, negli ultimi tempi aveva sviluppato un’aggressività più accentuata, in particolare nei confronti della mamma che "gli stava troppo addosso", come ha detto il 22enne al procuratore Luca Tescaroli e al pm Laura Canovai che martedì lo hanno interrogato a lungo alla presenza dell’interprete dalla lingua dei segni nella stazione dei carabinieri di Vernio.

E’ emerso che a novembre il ragazzo, dopo l’ennesimo episodio violento, era stato sottoposto a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) ed era stato ricoverato per qualche giorno in ospedale a Prato nel reparto di psichiatria. E’ presumibile che gli sia stata prescritta una terapia farmacologica anche se nell’interrogatorio il ragazzo ha detto di non prendere medicinali. La procura ha affidato a uno psichiatra l’incarico di valutare lo stato di salute mentale del ragazzo, e già ieri il medico era nella struttura in cui il 22enne è stato ricoverato. Le cartelle cliniche relative al giovane seguito negli anni da medici e psichiatri so sequestrate dagli inquirenti.

"L’ho ammazzata perché mi trattava male, e poi avrei fatto lo stesso con mio padre, mio fratello e la sua fidanzata. Quando ero piccolo mi picchiavano", aveva detto martedì il ragazzo il ragazzo, assistito dall’avvocato Roberta Roviello, durante l’interrogatorio. Ha ammesso tutto, fornendo particolari terribili, come il fatto di aver lasciato la mamma agonizzante a terra per undici ore dopo averla accoltellata con ferocia ma senza colpirla in parti vitali tanto da non causarne subito il decesso. È stato lì in casa, dal pomeriggio del lunedì, in attesa che morisse tra sofferenze atroci.

Montepiano si stringe nel dolore di una tragedia che ha sconvolto tutti. Tutti si conoscono. La famiglia era seguita dai servizi sociali del Comune. La mamma viveva con il figlio sordo, a lui dedicava la sua vita. Il ragazzo aveva completato gli studi a Castiglion de’ Pepoli con un insegnante di sostegno, ma poi non aveva più fatto nulla. Il padre non viveva più con loro da qualche tempo. Per un periodo aveva dormito in auto, poi i servizi sociali gli avevano trovato una sistemazione. L’altro fratello, invece, abita in Sicilia con la fidanzata.

Negli ultimi mesi la situazione all’interno della villetta di via Toccafondi era diventata sempre più complicata, con gli episodi violenti che erano aumentati. Prima del tso di novembre, c’era stato un altro precedente: in agosto i carabinieri bussarono alla porta della famiglia in seguito a una furibonda lite fra madre e figlio durante la quale il giovane aveva afferrato la mamma per i capelli e l’aveva trascinata. "Litigavano di continuo – dicono i vicini di casa – Lei era una persona perbene, gentile. Non aveva mai fatto trasparire nulla. Usciva poco di casa, il figlio quasi mai. E’ stato un choc sapere quello che è successo".