
I soccorsi nella villetta di via Toccafondi a Montepiano la mattina di martedì. Il figlio di Anna Viliani ha prima accoltellato la mamma e poi ha dato fuoco alla casa dopo ha confessato tutto agli investigatori (Foto Attalmi)
Vernio, 28 febbraio 2025 – Resta in ospedale, ricoverato nel reparto di psichiatria e piantonato dai carabinieri. Sono ore di attesa per il ragazzo, 22 anni, che nella notte fra lunedì e martedì ha ucciso la madre a coltellate e ha dato fuoco alla casa, una villetta a schiera in via Toccafondi a Montepiano. Il giovane, difeso dall’avvocato Roberta Roviello, ha subito confessato l’omicidio di fronte agli inquirenti spiegando, fra l’altro, di aver avuto l’intenzione di uccidere tutta la sua famiglia, padre, fratello e fidanzata del fratello. Ha subito mostrato un forte risentimento per la sua famiglia accusandola “di averlo sempre trattato male, di averlo picchiato e deriso fin da quando era bambino”. Oggi il giovane comparirà di fronte al gip Marco Malerba per l’interrogatorio di garanzia che si terrà in ospedale in forma protetta.
La procura ha disposto la perizia psichiatrica tanto che il medico ha già avuto un primo incontro con lui. Il ragazzo, sordo dalla nascita e con un deficit cognitivo, abitava da solo con la madre, Anna Viliani, 60 anni, nella villetta di Montepiano. Il padre era stato allontanato diversi mesi fa ed era andato a vivere poco distante. La situazione familiare era difficile e Anna Viliani sbarcava il lunario come poteva, lavorando come domestica in modo saltuario. Era rimasta da sola a prendersi cura di quel figlio difficile.
Il giovane aveva frequentato le scuole ed era seguito dai servizi sociali. Fra le persone da sentire come testimoni ci saranno anche alcune sue ex insegnanti. Gli investigatori e il suo legale andranno a scavare nel suo passato per tentare di capire quali fossero i rapporti fra i vari componenti della famiglia, quali problemi aveva manifestato nel corso del tempo, e soprattutto perché abbia avuto tutto questo risentimento e quella rabbia nei confronti della sua famiglia da cui voleva prendere le distanze. Secondo quanto appreso, in questi primi giorni dopo l’omicidio il giovane non ha mostrato nessuna forma di pentimento per quanto ha fatto. Capisce benissimo la gravità del gesto ma non ne è dispiaciuto. Il suo risentimento era talmente forte che lo ha portato a guardare la mamma morire per 11 lunghe ore. Poi ha dato fuoco alla casa per “paura di doverci tornare”. Oggi il giovane potrebbe fornire al gip ulteriori dettagli e motivazioni del suo gesto estremo.
Laura Natoli