MASSIMO LUCONI*
Cronaca

"Un teatro che sa parlare al cuore"

Nei primi due incontri del progetto per il Giubileo, il 22 marzo nella chiesa di San Fabiano e il 29...

Nei primi due incontri del progetto per il Giubileo, il 22 marzo nella chiesa di San Fabiano e il 29...

Nei primi due incontri del progetto per il Giubileo, il 22 marzo nella chiesa di San Fabiano e il 29...

Nei primi due incontri del

progetto per il Giubileo, il 22 marzo nella chiesa di San Fabiano e il 29 in quella della Pietà, è successo qualcosa di speciale e ben tangibile

per chi era presente, cioè si è unito all’alto profilo perfomativo degli interpreti, una emozione profonda e forse inaspettata da parte del pubblico, come se le persone avessero dentro un’ esigenza per "quel tipo di teatro", semplice ma profondo.

Poche volte mi è capitato di assistere a una attenzione e una partecipazione così intesa e numerosa, come in una forma di antico rito collettivo, fra la festa popolare e la performance. Questo risultato è dovuto in parte al mistero e alla bellezza della parola dei grandi autori, che scava in profondità, e a volte in maniera alchemica diventa teatro di grande intensità, ma anche a un’esigenza più o meno consapevole, di ritornare

a quel teatro della parola,

che Pasolini contrapponeva

al teatro della chiacchiera

o dell’Urlo.

Credo che in questo momento di empasse culturale e emozionale, ci sia un bisogno fondamentale di smuovere l’interiorità e le coscienze per raggiungere il cuore delle persone, dando amore, passione, rinunciando a un percorso narcisistico e egoistico che spesso nel teatro contemporaneo èpura ricerca estetica fra iniziati.

* Regista e autore teatrale

e televisivo, pratese