
Carmela Bianchini, capogruppo di maggioranza, ha criticato la scelta dell’opposizione e del consigliere Vesco di votare contro il debito fuori bilancio nato, ha sostenuto, per un provvedimento teso a difendere il diritto alla salute
E’ costato 11 mila euro al Comune di Arcola il ricorso della Wind contro l’ordinanza emessa a giugno scorso dal sindaco Monica Paganini per limitare il 5G. Una pagina di politica che ha diviso il consiglio comunale: durante l’ultima seduta si è infatti votato sulla copertura della cifra come debito fuori bilancio, perché non previsto; a favore la maggioranza, contro l’opposizione e un esponente di maggioranza. Carmela Bianchini, capogruppo di maggioranza, ha commentato la situazione sostenendo che resistere in giudizio contro il ricorso di Wind fosse comunque un atto dovuto e giudicando incomprensibili le posizioni assunte in consiglio dall’opposizione e dal consigliere di maggioranza: "Hanno votato contro l’amministrazione la cui colpa è di aver difeso al Tar l’ordinanza del sindaco contro i provvedimenti governativi che hanno innalzato, senza studi scientifici, i limiti di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e favorito gestori privati per realizzare ovunque antenne del 5G".
La sindaca Paganini aveva emesso l’ordinanza a maggio e pochi giorni dopo Wind aveva presentato il ricorso: il Comune ha perso e si è visto accollare anche spese legali. Ma il punto per Bianchini non è questo: "Dovevamo provarci. Le opposizioni chiedono all’amministrazione di non difendere il diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione per risparmiare spese legali e spendere in modo più ’utile’. Forse è comprensibile per chi sostiene il governo. Per nulla giustificabile da parte del presunto consigliere di maggioranza che, per risentimento e continua ricerca di visibilità, ha ormai perduto la bussola politica". La battaglia sul 5G per Bianchini va portata avant.
Il consigliere Enrico Vesco, indipendente di maggioranza, ha spiegato le motivazioni del suo voto: "Si tratta di un ricorso che si sapeva di perdere e che ha prodotto un debito fuori bilancio, il terzo da quando siamo in carica e, rispetto agli altri, meno giustificabile. Il debito fuori bilancio è una grande responsabilità, chi lo vota è responsabile, avrei preteso, visto che era scontato che si perdesse, che il Comune accantonasse la somma per pagare. È una pessima abitudine dell’amministrazione comunale. Non ho votato contro la difesa della salute, ho votato contro un debito, che poteva essere ancora più elevato: immaginiamo se il ricorso invece di uno fossero stati dieci, sarebbero stati 110 mila euro di debiti fuori bilancio".
Cristina Guala