ELENA SACCHELLI
Cronaca

L’Accademia del Gusto: ‘Prodotti tipici a rischio a causa dei dazi di Trump’

Il tema, di estrema attualità, è stato affrontato nel corso dell’ultima conviviale. “Colpirebbero economicamente le filiere e penalizzerebbero la cultura italiana”

L’Accademia del Gusto: ‘Prodotti tipici a rischio a causa dei dazi di Trump’

Sarzana, 2 aprile 2025 – I dazi americani sulle importazioni dall’Europa metteranno a rischio anche i prodotti tipici del nostro paese: è la previsione dell’Accademia del Gusto spezzina, che ha affrontato il tema in occasione dell’ultima conviviale che si è tenuta nel locale la Fraschetta Romana di Sarzana, su proposta delle accademiche Anita Majocchi e Valeria Cocconi.

Parmigiano reggiano, grana padano, pecorino romano, mozzarelle campane, salumi del parmense, vini come il Chianti e l’Amarone, il prosecco Doc, ma anche pomodori, olio extravergine e così via: tutti prodotti italiani d’eccellenza che da oggi potrebbero essere colpiti dalla scure dei dazi americani sull’importazione voluti dal presidente Donald Trump. L’Accademia del Gusto ha lanciato l’allarme intervenendo in difesa dei piatti e dei prodotti tipici e non solo per questioni legate all’aspetto di penalizzazione dell’economia.

ACCADEMIA DEL GUSTO LA FRASCHETTA ROMANA
La conviviale dell'Accademia del Gusto

“Oggi vogliamo lanciare un messaggio contro i dazi americani in favore dei prodotti e dei piatti tipici – ha spiegato Nicola Carozza, presidente dell’Accademia –. Siamo preoccupati, nel 2024 le esportazioni di cibo Made in Italy negli Usa hanno raggiunto gli oltre 7,8 miliardi di euro e le imprese del settore occupano 25 mila addetti. Il cibo italiano è un simbolo dell’economia del nostro Paese e i dazi, oltre che colpire economicamente le filiere, penalizzerebbero i piatti tipici e la cultura italiana. Ci uniamo alle confederazioni di impresa per invocare l’azione diplomatica dell’Unione europea e un ripensamento del presidente americano”.

La conviviale, che si è svolta sul filo conduttore del titolo “Oltre Spezia, i piatti tipici romani”, è stata focalizzata sulla cucina romanesca, illustrata da Stefano Gerosi. La cucina romana, infatti, è una delle più iconiche nel panorama italiano, immortalata anche dal cinema, con i suoi prodotti e i suoi piatti: basti ricordare scene epiche con Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Carlo Verdone. Sono intervenuti nel dibattito Valter Taglieri, Mario Santi, Antonietta Sforza e Gianni Cramarossa. Lo chef ha proposto agli accademici una selezione di salumi e formaggi laziali, i rigatoni alla matriciana (scritto così, per distinguerli da quelli di Amatrice) e la porchetta di Ariccia Dop, il tutto accompagnato dal vino dei Castelli romani.

Nel corso della serata, sviluppatasi tra riflessione e degustazione, i past president Franco Carozza e Giuseppe Celeste, aiutati dall’accademica Anita Majocchi, hanno conferito i titoli accademici a Gian Paolo Baldini, imprenditore e storica voce nelle radio spezzine, e Sabina De Biasi, viaggiatrice e curiosa di ricette lunigianesi. Dopo la consegna della spillina di benvenuto, i nuovi soci sono stati accolti da un applauso.