
Una foto una storia Il cantante dei Tazenda e raffinato solista, tra i protagonisti a Siena per i venti anni di ’Creuza de ma’
Di solito dei cantanti ricordiamo la voce, le scelte musicali o la presenza sul palco: la prima cosa che mi viene in mente di Andrea Parodi è il garbo, la dolcezza, la disponibilità. Per non parlare della sua modestia. Doti che purtroppo tutti non hanno. Eppure come voce, presenza e scelte musicali aveva ben pochi paragoni.
Nella foto di Augusto Mattioli è fra i protagonisti di un concerto in piazza del Campo, che si tenne nell’anniversario dei vent’anni di Creuza de ma di Fabrizio De André. Era il 2004 e soltanto due anni dopo, una terribile malattia ci privava di questo delicato interprete della musica mediterranea.
Tanti lo ricordano come leader del gruppo sardo dei Tazenda, che metteva insieme folk e pop con una timbrica fortemente originale. La presenza con Pierangelo Bertoli ad un Sanremo con "Spunta la luna dal monte" è rimasta storica. Dai giorni del Coro degli Angeli, suo primo gruppo, alle fortunate tournee con i Tazenda e poi nel 1997 l’inizio di una carriera solistica, rifuggendo il facile, facendo scelte musicali coraggiose, ma che sentiva proprie e irrinunciabili.
La sua voce era un inconfondibile marchio di fabbrica: dolce, suadente, originale e inimitabile. A Siena in quegli anni l’abbiamo potuto ascoltare due volte: nel 2002 con il gruppo "mediterraneo" di cui faceva parte anche Massimo Ranieri e poi due anni proprio per "I sentieri del maestrale", ovvero Creuza de ma vent’anni dopo. Nella notte della vigilia, di ogni esibizione senese, amava raccontare della sua terra seduto nella conchiglia del Campo. Di marinai e viaggiatori, del padre ligure e di questo indissolubile legame fra la Sardegna e Genova, della sua voglia di raccontarsi in musica in un modo nuovo, che sentiva suo.
Il successo a tutti i costi non gli interessava. La sua serenità, che ha mantenuto fino all’ultimo memorabile concerto del 22 settembre 2006, è una lezione di vita. Ci ha lasciato il 17 ottobre dello stesso anno. Aveva soltanto 51 anni. Oggi lo ricorda un Premio con un concorso riservato agli autori di world music, che si svolge nel periodo autunnale a Cagliari.
Ed era proprio lui, con la sua splendida voce, a chiudere quella particolare interpretazione dell’album di De André con il brano "Da me riva", che altro non è, ironia della sorte, che una "ode del distacco", il pensiero malinconico del marinaio che riparte, ancora una volta, e saluta la propria compagna, rimasta a riva, ormai solo un profilo lontano, controluce.
Anche lui è partito per l’ignota destinazione, lo ha fatto con quella inconfondibile delicatezza, quasi in silenzio, senza fare rumore. Andrea Parodi ha sicuramente lasciato un magnifico ricordo di sé: come se avesse sottratto la propria vita al dominio del tempo.