
Marisa Zamperini dietro al bancone del suo bar a Celle sul Rigo
San Casciano dei Bagni (Siena), 2 aprile 2025 – Marisa Zamperini compirà a breve 86 anni e da oltre 50 ogni mattina all’alba scende ad aprire il suo bar, in questo momento l’unico aperto a Celle sul Rigo. Lei questo lavoro lo porta avanti come una missione, con professionalità e dedizione. E con un tocco di eleganza visto che il caffè lei e la sua fidata collaboratrice Dina, classe ’43, lo servono in un vassoio con il centrino di pizzo.
Come vanno gli affari, Marisa?
“Come vuoi che vadano… l’importante è fare pari. Diciamo che la mattina a partire dalle 6 preparo le colazioni agli operai che vanno a lavorare. Durante la giornata oltre ai caffè si vendono i gelati, qualche bicchiere di vino e la sera alle 21,30 chiudo, dopo la visita dei soliti affezionati. Una volta non bastavano i tavolini per accomodare tutti i cellesi che venivano a giocare a carte ma adesso non c’è più nessuno. I giovani hanno lasciato il paese per andare a vivere fuori. Siamo rimasti in pochi”.
Com’era Celle sul Rigo quando ha iniziato?
“C’erano tre bar oltre ai ristoranti, noi facevamo anche la pizza e i panini. Io ho cominciato da ragazzina ad aiutare la zia Pina e poi lei, che non aveva figli, mi ha lasciato il bar in eredità ed è stato naturale andare avanti come titolare. La stanchezza non la conosco. Certo, adesso mi fanno un po’ male le ossa. Guarda le mani come sono diventate a forza di fare i caffè, però ho anche qualche soddisfazione. Ci sono clienti che vengono a prendere il caffè da San Casciano o da Radicofani perché dicono che è molto buono. Io ho sempre usato la stessa miscela. Ricordo ancora quando ho acquistato la prima macchina da caffè; una Simonelli a un gruppo. Era tanto bella”.
Oggi il bar ‘della Marisa’ è diventato il punto di riferimento dell’intera comunità cellese, la ‘comfort zone’ di turisti e residenti. Marisa ci racconta la sua vita. È rimasta orfana di mamma ad appena 13 mesi e in età adulta ha perso il suo unico figlio. Una tragedia che l’ha cambiata per sempre. “Sai cosa penso? Che questo lavoro è stata la mia salvezza. Quando sono al bar non penso, sto in mezzo alla gente con cui parlo del più e del meno, qui le persone sono tutte per bene e con loro passo le mie giornate”. E poi c’è da accudire il fratello Evangelista che ha 96 anni e oggi è tornato a vivere con lei.
E dopo di lei chi si occuperà del bar di Celle? “Io spero che qualcuno arrivi. Mi farebbe tanto piacere che il mio bar continuasse a vivere. Questo è un lavoro di sacrificio e di pazienza. Bisogna lavorare il sabato e la domenica, mica tutti sono disposti a farlo”. Lei e la Dina sono una grande squadra infatti, sempre sorridenti e gentili con i clienti. Il bar della Marisa si trova all’entrata del paese, sulla strada principale. La scorsa estate l’intera zona fu colpita da un grosso incendio. Centinaia di vigili del fuoco e volontari rimasero lì un paio di giorni e lei si preoccupò di fare il caffè per tutti e di provvedere ai gelati. “Certo, mi pare il minimo. Erano tutti lì per aiutare noi. Bisogna essere sempre generosi con gli altri. Alla fine, questa è l’unica cosa che conta nella vita. Che tanto poi si muore e allora meglio essere state persone con un grande cuore”.