
Una delle manifestazioni dei 299 lavoratori dello stabilimento Beko di Siena Per oggi sono attese novità importanti sul futuro del sito di viale Toselli
Vertenza Beko e scherzi del destino. Esattamente il 2 aprile di un anno fa in viale Toselli arrivava la multinazionale turca, subentrata a Whirlpool, distribuendo ai 299 lavoratori bustine con semi di piante per indicare un nuovo inizio, la rinascita. Oggi, ironia della sorte, al ministero delle Imprese e del made in Italy si tiene il sesto incontro su quella che è diventata una vertenza nazionale. Nel giro di 12 mesi dalla costituzione della newco con gli americani di Whirlpool, Beko Europe ha annunciato in Italia 1.935 esuberi (diventati un migliaio in fase di trattativa), il ridimensionamento di alcuni siti produttivi e la fine della produzione entro il 31 dicembre nello stabilimento di viale Toselli. Un vero e proprio capovolgimento di fronte, anche se la multinazionale turca si dice pronta a investire 300 milioni di euro nel prossimo triennio sul territorio nazionale.
La ricorrenza di oggi verrà quindi vissuta dai 299 lavoratori di viale Toselli con il fiato sospeso, perché si prevede che il tavolo (è il sesto) convocato nel pomeriggio al ministero sia destinato a diventare una riunione-fiume, da cui potrebbe arrivare una base concreta per l’accordo tra le parti. In ogni caso, i rappresentanti sindacali senesi di categoria non intendono mollare su quelli, che considerano "elementi imprescindibili".
Daniela Miniero, segretaria Fiom Cgil di Siena, parla chiaro: "All’incontro ripeteremo le richieste fatte durante l’ultima riunione – annuncia –, ovvero novità sull’acquisizione del sito da parte di Invitalia, garanzie sul mantenimento dell’attività produttiva a Siena fino al 2026 e sulla reindustrializzazione dello stabilimento. Infine chiediamo un’integrazione sulla cassa integrazione a zero ore". E ancora: "Ci aspettiamo un avvicinamento da parte dell’azienda soprattutto sugli incentivi alle uscite volontarie e la riduzione del numero di esuberi. Speriamo quindi in una soluzione che accorci le distanze".
Categorico Massimo Martini, leader della Uilm di Siena: "Vogliamo incentivi all’esodo uguali a quelli utilizzati da Whirlpool a Napoli e un’integrazione alla cassa integrazione". Poi entra nel dettaglio: "Vogliamo anche chiarimenti sul tipo di ammortizzatori sociali destinati a Siena, perché qui non si parla di chiusura, ma di riconversione dello stabilimento. Tema questo su cui pretendiamo garanzie. Il ministero dovrà anche aggiornarci sul percorso di acquisizione del sito di viale Toselli da parte di Invitalia".
Giuseppe Cesarano, numero uno della Fim Cisl di Siena, non ha dubbi: "Sarà una giornata importante, durante la quale la trattativa andrà a oltranza. Noi vogliamo avere contezza del fatto di legare Beko al territorio fino all’arrivo di un nuovo investitore – rimarca –, inoltre chiediamo un risarcimento danni di 80mila euro per ogni lavoratore secondo quanto fatto da Whirlpool a Napoli. Da chiarire il tipo di ammortizzatori sociali per il sito di Siena. Infine ci aspettiamo aggiornamenti sull’iter di acquisizione dello stabilimento da parte di Invitalia".
Intanto ieri i sindacati, dopo aver interlocuito nei giorni scorsi con la segretaria dell’Unione comunale Pd Rossana Salluce, il coordinatore comunale di FdI, Alessandro Manganelli, e la capogruppo di FI in Consiglio comunale Lorenza Bondi, ieri hanno incontrato Andrea Corsi, segretario comunale della Lega, e Sara Pugliese, segretaria di Forza Italia Siena. Oggi invece, in concomitanza con il tavolo a Roma, le Rsu hanno proclamato uno sciopero con presidio per tutta la giornata.