
Capitale italiana della cultura La Valdichiana Senese in corsa, l’ufficializzazione del ministero
Adesso è ufficiale. L’Unione dei Comuni Valdichiana Senese è candidata a Capitale italiana della cultura 2026. Il ministero della Cultura ha reso noto che sono ben 26 le città italiane e le unioni di Comuni che hanno inviato la manifestazione d’interesse per il bando ’Capitale italiana della cultura 2026’. In totale le regioni rappresentate sono 14. L’Unione dei Comuni Valdichiana Senese non è l’unica candidatura toscana visto che dell’elenco fanno parte anche Lucca, Massa e l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana. Quali sono adesso i prossimi step?
Entro il 27 settembre dovrà essere inviato un dossier che sarà poi valutato da una apposita commissione di esperti mentre entro il 15 dicembre verrà definita la short list delle 10 città finaliste. Bisognerà invece attendere il 29 marzo 2024 per conoscere il nome della Capitale italiana della cultura 2026.
Il progetto di Valdichiana2026 è partito già da tempo con l’intento di costruire un ampio processo partecipativo, aperto ai contributi della collettività dei dieci centri che fanno capo all’Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda). Qualche numero dell’area: 388 organizzazioni no profit su una popolazione di oltre 60mila abitanti dislocati in un’area di 814 km quadrati. Da febbraio 2022 si sono susseguiti 21 momenti di confronto pubblico, seguiti da 8 tavoli tematici a cui hanno preso parte circa 300 soggetti.
Una sfida difficile ma affascinante per la Valdichiana che sogna il riconoscimento che in Toscana hanno già avuto Siena (2015) e Pistoia (2017). Da sottolineare che la città vincitrice riceverà un contributo statale di un milione di euro.
Così la presidente dell’Unione dei Comuni Valdichiana Senese, Agnese Carletti: "Siamo fieri di presentarci con una compagine istituzionale e scientifica tanto prestigiosa e qualificata e vogliamo ringraziare le realtà culturali, sociali ed economiche rappresentative del territorio e dell’ambito regionale che aderiscono con convinzione a questo nostro progetto". Ricco il comitato promotore che annovera istituzioni amministrative, accademiche, culturali e socio-economiche.
L.S.