PAOLA TOMASSONI
Cronaca

Caso ’cigno’, i capitani vanno dal sindaco. Chiariti i motivi ma è difficile che si cambi

Si sarebbe dovuta attivare la commissione di vigilanza in una fase delicata

Si sarebbe dovuta attivare la commissione di vigilanza in una fase delicata

Si sarebbe dovuta attivare la commissione di vigilanza in una fase delicata

Il caso del sistema di sgancio a ’cigno’ a Mociano che aveva causato perplessità e polemiche fra i capitani dopo la prima uscita dei cavalli dell’Albo martedì è stato al centro (ma non l’unico argomento) della riunione ieri dei capitani in Comune con il sindaco. A confermarlo in serata, ribadita la massima collaborazione fra dirigenti e Comune, è il decano Alessandro Toscano che non si sbilancia sul contenuto limitandosi a spiegare che nell’incontro sono stati illustrati "i motivi, forti, per cui non è stato eliminato il ’cigno’. Ogni mutamento o variazione del percorso deve essere valutato dalla commissione di vigilanza che si attiva ogni due anni. In attesa del decreto del governo non è stata convocata". Si era proprio nella fase delicata per cui si è preferito non mettere altra carne al fuoco, le questioni sul tavolo molte e importanti. Una spiegazione, quella della commissione da attivare, che già palazzo pubblico aveva fornito a La Nazione il giorno stesso delle prove di Mociano. Resta comunque in linea di massima nel gradimento dei capitani l’allineamento dello sgancio usato per l’addestramento con quello del Palio. Anche se non è detto che potrà essere già adesso. Difficile che cambiamenti siano apportati già a partire dal prossimo appuntamento con le corse a Monticiano.

La.Valde.