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I medici possono sospettare la tubercolosi sulla base di sintomi come febbre, sudorazione notturna, dolore toracico e difficoltà respiratorie
Un caso di tubercolosi all’istituto Sarrocchi di Siena. La voce si è subito diffusa in città ieri mattina, dopo la nota dell’Asl Sud Est, sollevando tanti dubbi. "Il Dipartimento di Prevenzione – si legge nella nota - informa che l’AouS ha segnalato un caso di tubercolosi polmonare in un soggetto che presta l’attività lavorativa all’istituto tecnico industriale Sarrocchi di Siena". Da qui si evince che il positivo al test della Tbc è un ‘lavoratore’ della scuola – tecnico, amministrativo o ausiliario -, non uno studente; che il caso riguarda l’istituto tecnico; e che è stato segnalato dall’Azienda ospedaliera all’Igiene Asl e da questa alla scuola. La persona infetta avrebbe scoperto di esserlo in ospedale, dove è giunta per qualche patologia o per febbre e tosse, sintomi della tubercolosi ma anche dell’influenza.
"Dall’inchiesta epidemiologica in corso – si legge ancora nella nota Asl –, non emerge un rischio rilevante di trasmissione nell’ambito scolastico: cionondimeno il Dipartimento di Prevenzione effettuerà una sorveglianza sugli studenti e operatori individuati come contatto del caso, in un’ottica di massima precauzione". E così ieri l’istituto Sarrocchi ha ricevuto l’informativa sul caso e sulla profilassi necessaria, con gli ‘operatori del Dipartimento di prevenzione Asl che effettueranno il test di Mantoux ai contatti: il test di screening, consiste nell’inoculare un derivato proteico purificato (Tubercolina) nell’avambraccio e permette di identificare soggetti che sono venuti a contatto con il Bacillo tubercolare". Dunque i contatti sono stati chiamati ed invitati a recarsi a scuola per il test, tanto più i genitori dei ragazzi minorenni cui è stata recapitata l’autorizzazione per il controllo. E il Sarrocchi già ieri ha convocato un’assemblea d’istituto. "Va detto – precisa Chiara Cinughi de Pazzi, responsabile Igiene pubblica Asl - che l’esito positivo non è significativo di malattia in atto, ma permette di programmare tempestivamente approfondimenti e se necessario impostare la terapia preventiva per evitare la malattia conclamata. Secondo me nel caso in questione la probabilità di contagio è bassa".
Tutto questo perché la Tbc è una malattia infettiva e contagiosa, causata da un batterio e nella maggior parte dei casi, come in questo, interessa i polmoni; si trasmette per via aerea, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Ma non tutte le persone che si infettano sviluppano la malattia, perché il sistema immunitario può far fronte all’infezione.
Paola Tomassoni