PAOLA TOMASSONI
Cronaca

Caso di tubercolosi. I test sugli studenti la prossima settimana

Chiara Cinughi de Pazzi spiega la malattia, la profilassi e la forma ’latente’ "La probabilità di contagio nell’ambito scolastico non è alta".

"Il rischio di trasmissione dall’ammalato ai contatti è influenzato da vari fattori, tra i quali il grado di contagiosità del caso, le modalità e la durata temporale del contatto, le condizioni di salute delle persone esposte al contatto. Pur considerando che, dalla valutazione della probabilità di trasmissione dell’infezione nell’ambito scolastico, nel caso in questione, non si evidenziano livelli di rischio rilevanti, il Dipartimento di Prevenzione effettuerà una sorveglianza sanitaria sugli studenti e operatori, considerati contatti del caso". Così l’Asl ha scritto ai genitori dei ragazzi in merito al caso di tubercolosi, diagnosticato dalle Scotte due giorni fa in un lavoratore dell’istituto Sarrocchi. Trattandosi di minorenni l’Asl, per effettuare screening sui contatti – su base volontaria - , deve acquisire il consenso da parte dei genitori. E così i test di Mantoux saranno somministrati la prossima settimana.

Nel frattempo i ragazzi e gli altri contatti vanno a scuola. "Il Test – si legge nell’informativa Asl - consiste nell’introduzione di un derivato proteico di sintesi, Tubercolina, con iniezione nell’avambraccio. Questo prodotto risulta innocuo e privo di reazioni (esito negativo del test) per la maggior parte degli individui, determina lieve reazione locale, di natura immunitaria, in caso di positività. La valutazione dell’esito del test è effettuata dopo 48-72 ore". E i tempi si allungano ancora.

"Non definirei contatti stretti quelli scolastici – dice Chiara Cinughi de Pazzi, responsabile Igiene pubblica Asl –, si tratta altresì di una comunità numerosa di soggetti che potrebbero avere avuto un contatto anche se non stretto con l’infetto. La sorveglianza avviata consente di individuare chi potrebbe essere stato contaminato. Credo però che questa probabilità qui non sia alta. Potrebbe essersi comunque sviluppata una tubercolosi latente, con bacilli quiescenti. Lo screening consente di individuare i casi e avviare la terapia ad evitare che la malattia diventi conclamata".

La tbc è una malattia infettiva prodotta da un batterio che si trasmette dall’infetto ad altra persona per via aerea, "se l’ammalato ha una forma contagiosa bacillifera – spiega la dottoressa De Pazzi -. Non necessariamente la trasmissione della malattia è automatica, ma dipende da molti fattori: contagiosità, vicinanza e frequenza del contatto e anche dalle condizioni di salute dei soggetti esposti. Un soggetto immunodepresso, fragile può avere rischio maggiore di contrarre la malattia. E il soggetto che ha una tubercolosi attiva può contagiare ma non necessariamente il contagiato svilupperà la malattia. Si parla piuttosto di contaminazione, con il contatto che sviluppa una tbc latente, che non necessariamente diventerà malattia conclamata. Una buona percentuale è affetta da questa forma quiescente, ma dal 5 al 15% dei soggetti esposti ad un infetto, vanno incontro ad una tbc conclamata nella vita. L’incubazione può essere da 8 settimane e può rimanere latente per un periodo lunghissimo".

Paola Tomassoni