MICHELA BERTI
Cronaca

Conservatorio Franci : "Manutenzione infinita ma tante soddisfazioni"

La presidente Carli racconta il suo ’viaggio’ al timone di questa eccellenza senese "Una sfida quotidiana, tra la formazione degli allievi e la cura dell’immobile".

La presidente Carli racconta il suo ’viaggio’ al timone di questa eccellenza senese "Una sfida quotidiana, tra la formazione degli allievi e la cura dell’immobile".

La presidente Carli racconta il suo ’viaggio’ al timone di questa eccellenza senese "Una sfida quotidiana, tra la formazione degli allievi e la cura dell’immobile".

Siena

La musica, l’arte dei suoni. A Siena si coltiva la passione di studiare uno strumento, di gustare un concerto di musica classica, di immergersi in quel jazz che non è più solo per palati sopraffini. E uno dei pilastri di tanta ricchezza culturale è il Conservatorio Rinaldo Franci. Al timone Anna Carli, protagonista nazionale di quel lungo processo di statalizzazione che ha coinvolto molti conservatori italiani.

"La statalizzazione è stata importante per i nostri istituti ma si è portata dietro anche nuove sfide: i conservatori, nei prossimi anni, saranno soggetti alla stessa valutazione delle università. Dobbiamo ragionare in termini universitari con una sostanziale differenza: noi abbiamo lezioni docente-alunno, quindi testa a testa. L’organizzazione del lavoro è molto diversa, per certi versi più complessa, rispetto a quella dell’università".

Presidente, è vero che l’allievo di musica sceglie il conservatorio in base alla presenza del docente che ritiene migliore per il suo strumento?

"Assolutamente sì. Noi vediamo che sulla stessa disciplina, per alcuni insegnamenti ci sono classi piene e se arriva un docente che viene valutato pari livello non ci sono variazioni. Dove invece il trasferimento fa arrivare docenti con valutazioni che non corrispondono alle aspettative, l’allievo se ne va".

La vostra struttura è idonea alla richiesta?

"La sede ci sta un po’ stretta ma siamo complessivamente soddisfatti. Negli ultimi anni, abbiamo fatto lavori per insonorizzare gli ambienti e renderli più godibili all’ascolto. Specialmente nella nostra cappella l’ascolto è perfetto, si sente anche il più piccolo errore".

E il parco strumenti?

"E’ molto ricco, quello delle percussioni poi è uno dei migliori in Italia. Il problema principale è la cura della sede...".

In che senso?

"Il Comune, al tempo della convenzione, doveva impegnarsi a garantire la sede gratuitamente. Abbiamo avuto delle divergenze perché a noi è passata la manutenzione ordinaria e straordinaria. In un ambiente millenario il costo della manutenzione incide molto. Per premura metto 250mila euro l’anno per la manutenzione straordinaria. Devo dire che questa amministrazione è disponibile al dialogo. Quando nel 2019 abbiamo fatto domanda di statizzazione, il Comune aveva garantito 300mila euro l’anno, ma si è ridotto a 51mila euro".

Nuovi orizzonti?

"Dal Pnrr abbiamo avuto finanziamenti per due dottorati: uno è relativo al legame tra musica e neuroscienze l’altro musica e alte tecnologie. Il primo sta studiando un problema per i musicisti, paragonabile al crampo del tennista. Purtroppo fino a questo momento non è stato trovato un rimedio. Il secondo dottorato invece punta sulle biotecnologie rivolte all’ascoltatore. Aiutare un ipoudente ad apprezzare la musica. E’ un campo nuovo e stimolante".

Presidente Carli, come si integrano a Siena le realtà musicali?

"Con la Chigiana e il Siena Jazz lavoriamo benissimo. Abbiamo creato il polo musicale con Fondazione MPS, Comune e Arcidiocesi. Alcuni nostri studenti, grazie ad una convenzione con la Chigiana, possono partecipare in maniera anonima alle ammissioni dei corsi estivi della Chigiana. Ammessi con un bel vantaggio economico. Abbiamo una bella collaborazione anche con Siena Jazz".

In Italia, secondo lei, si può vivere con la musica?

"Secondo me sì. Abbiamo una grande offerta, purtroppo non coltiviamo – come invece fanno in altre Paesi – la formazione all’ascolto, Non la facciamo, a partire dalle scuole. Io vengo da uno studio tecnico, ho rimpianto di non aver mai fatto filosofia e storia dell’arte. A Siena si vive nell’arte e siamo fortunati perché camminando si affina la sensibilità. Ma gli stranieri hanno un altro approccio, quando facciamo i concerti spesso i turisti vengono con bambini che stanno al concerto in una maniera eccezionale. Bisogna creare la domanda, visto che c’è l’offerta".

Da questa esperienza alla guida del conservatorio, cosa ha imparato?

"Ero un’insegnante. Il rapporto con i giovani merita sempre. Dobbiamo parlarci ed essere degli esempi riconoscibili. E’ importante aiutarli a sviluppare il senso di responsabilità per accompagnarli nell’impegno, devono capire che le loro scelte hanno ricadute importanti, non solo per loro".

Un segnale forte, una bella sfida...

"Io faccio il presidente gratuitamente. Ma dobbiamo aiutare i giovani a crescere. Anche nella musica ho imparato che un allievo che esce dal conservatorio ha tante opportunità, non solo concertista o futuro insegnante. Ci sono lavori che richiedono un diploma al conservatorio".

Presidente lei suona uno strumento?

"No e mi dispiace molto".

Cosa le sarebbe piaciuto?

"Rimpiango il pianoforte. L’ho sempre detto alla mia famiglia. Ho coltivato la musica come piacere personale".

Educazione all’ascolto, partendo dalle scuole elementari. E’ possibile?

"A Siena sì, perchè posso dire che la filiera è completa. Ci sono scuole medie con indirizzo musicale anche alle superiori. Poi il conservatorio e i corsi di perfezionamento fino ad arrivare alla Chigiana e al Siena Jazz. Bisogna però migliorare la collaborazione tra privati e molto istituzionale".

Ovvero?

"Non abbiamo ancora imparato a valorizzarci con la consapevolezza reciproca di pregi e limiti. Ci dovrebbe essere una maggiore collaborazione. Penso alla sinergia tra i cori, ad esempio, ed a quello che potremmo fare. Fondamentale poi è la collaborazione con i Conservatori di Livorno e Lucca per i dottorati di ricerca, ad esempio".

La macchina del Conservatorio dunque è molto articolata anche sotto il profilo gestionale...

"Sì, però devo dire che c’è sempre stata una grande collaborazione con i direttori e con il personale tecnico e amministrativo che sta lavorando in situazione di grande complessità".