REDAZIONE SIENA

Dall’ateneo senese a Hollywood

Il professor Siniscalco, docente di Studi Americani all’Università, conquista New York con il suo docu-film

Non sono i soldi a fare il cinema. Sono le storie. E quella raccontata in ’Voyage to Procida’, il docu-film diretto da Federico Siniscalco, professore aggregato di Studi Americani all’Università di Siena e di cinema e produzione documentaria alla University of Rochester, ha conquistato il pubblico newyorkese. Il film è stato proiettato a Casa Belvedere, nella sede della Fondazione Culturale Italiana di Staten Island, proprio davanti al porto di New York.

Ispirato a un romanzo di fine Ottocento, racconta l’incontro tra un marinaio procidano e una donna americana, appassionata di musica napoletana. In seguito a un incidente in cui lui perde la vita, lei compie il suo viaggio fino a Procida, scoprendo quel mondo femminile che resta a terra, quando gli uomini prendono il mare. Un viaggio che, in un certo senso, ha riavvicinato alle sue origini napoletane lo stesso Siniscalco, che da anni affianca alla sua attività di docente quella di regista di documentari.

Stavolta, però, ha voluto raccontare una storia di finzione. Ma lo ha fatto utilizzando lo stesso registro di un documentario, con una produzione a basso budget e attori non professionisti, con l’unica eccezione di Melanie Neu, che interpreta la protagonista.

Il costo complessivo è stato di circa 100mila dollari, un quinto dei quali ottenuto con una campagna di raccolta fondi su kickstarter. Sulla scia di Alexandre Astruc, Siniscalco fa riferimento a quell’idea di produzione, sintetizzata nell’espressione ‘camera-stylo’, che fa di una macchina da presa quello che per uno scrittore sono una penna e un taccuino. Un modo di produrre estremamente semplificato, che lascia all’autore la completa libertà creativa.

"Un approccio di questo tipo – racconta il regista – rende più semplice lavorare con attori non professionisti, che non sentono la pressione del set. Per questo film avevamo due troupe, una a Procida e l’altra a New York, e in entrambi i casi abbiamo lavorato seguendo questa impostazione.

La cosa interessante è che oggi il cinema documentario cerca di apparire sempre più cinematografico. Lavori come ‘Fuocoammare’ di Rosi, per esempio, utilizzano schemi e parametri del cinema di finzione, una struttura narrativa. Io volevo invece raccontare una storia di finzione come fosse un documentario, usando una sola camera, una troupe ridotta al minimo".

E per il prossimo lavoro sta progettando di ridurla ancora di più. "Sto pensando di sviluppare una storia su un personaggio che visita Ventotene – racconta – ma vorrei provare a portare ancora oltre l’approccio produttivo, come se tutto fosse girato da una sola persona, al limite con un fonico. Nient’altro. Una soluzione in cui si può produrre a un costo vicino allo zero".

Dopo aver preso parte al festival del film indipendente di Toronto e Montreal, ’Voyage to Procida’ è stato selezionato per un evento che si svolgerà a novembre a Hollywood, e nei prossimi mesi proseguirà il suo viaggio tra i vari festival del cinema, in attesa di arrivare a Procida, in occasione della nomina a Capitale della Cultura del 2022.

Riccardo Bruni