
Inizia la bella stagione e il collegamento con il mare diventa pieno di difficoltà nel fine settimana
Siena, 1 aprile 2025 – L’ennesima domenica di passione sulla Due Mari è stato un semplice antipasto d’estate. Forse la penultima, se tutto andrà per il verso giusto e i lavori si concluderanno come annunciato più volte entro la fine del 2026. Ad aggravare i tre colli di bottiglia ormai tradizionali (il raddoppio tra Orgia e il viadotto di Ornate e prima di Civitella, il ripristino della galleria di Pari che quest’anno spegne dieci candeline) ci si è messo ora anche un semaforo a regolare un tratto a due corsie con senso unico alternato. Una frana ha causato la parziale chiusura della carreggiata, ma l’effetto è stato dirompente. “Anche oggi, domenica 30 marzo, come tanti altri cittadini senesi, sono rimasto bloccato per oltre un’ora e mezza sulla Siena-Grosseto – denuncia Michele Cortonesi, consigliere comunale di Siena in tutti i sensi –. Ciò che continua a colpire è la disparità evidente nella realizzazione dei lavori tra il tratto senese e quello grossetano: una disparità che è il frutto diretto di anni di rappresentanza politica debole nei confronti del nostro territorio”.
Un tasto su cui batte anche l’assessore Enrico Tucci (vedi articolo a fianco), quello dell’origine dei guasti infrastrutturali senesi. Dibattito politico a parte, la realtà è sotto gli occhi di tutti: se la Due Mari inizia a vedere dopo decenni la fine, lotto zero a parte ma i costi paiono davvero proibitivi, il dossier è tristemente noto: collegamenti ferroviari pessimi nelle due direzioni, Autopalio assolutamente inadeguata per il livello di traffico che ospita attualmente, scalo aeroportuale lasciato languire nel nulla (al di là dei sogni faraonici di un paio di decenni fa), problemi a catena sulla Cassia e attesa per la Monteroni-Monsindoli, prospettive ancora incerte per l’Alta velocità sul versante sud, tra l’ipotesi Creti e quella del potenziamento di Chiusi.
E si potrebbe continuare ancora, con quella che Cortonesi definisce, partendo dal caso Siena-Grosseto, “una rete viaria inadeguata, che rappresenta un serio ostacolo soprattutto per chi crede in un futuro anche fondato sul turismo e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze.
E mentre si parla tanto di innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale, ci ritroviamo ancora a subire disagi a causa dell’incapacità di gestire un semplice senso unico alternato”, conclude. Un sentimento diffuso che si riscontra anche nelle interviste in città. Da chi arriva dalla Sicilia per studiare e sottolinea la difficoltà nei collegamenti Siena-Pisa, a chi protesta anche per la rete dei mezzi pubblici in città.
Ma c’è anche chi, in particolare paragonando Siena con altre realtà, non riscontra tutte queste difficoltà. Anche se il problema condiviso e sottolineato praticamente da tutti è quello del collegamento con Grosseto, dove si attende a gloria la conclusione dei lavori per liberare la ’via del mare’, arteria preziosa non solo per i senesi, ma anche per tanti che dal fiorentino, dall’aretino e dall’Umbria percorrono quella strada verso la Maremma.
Almeno questa partita, però, dovrebbe essere chiusa il prossimo anno, anche se ci attendono ancora due stagioni difficili. Intanto l’auspicio è che Anas riesca a trovare una soluzione per arginare la difficoltà causata dal semaforo nel tratto a due corsie, con quel senso unico alternato che diventa un’ulteriore trappola e che, come effetto sicuro, avrà il dirottamento di una parte dell’utenza sulla viabilità secondaria, con ulteriori disagi.
Ma il quadro completo richiede ancora tanti sforzi, per le priorità infrastrutturali, sulle quali per esempio si batte da anni sfornando dossier a raffica Confindustria. Con il risultato di sollecitare l’attenzione delle istituzioni, anche se i risultati concreti vengono prodotti con il rallentatore. Con i disagi per i cittadini, per il mondo produttivo e per l’offerta turistica del territorio.
Orlando Pacchiani
Matteo Cappelli