REDAZIONE SIENA

"Guerra, 1800 aziende a rischio chiusura"

Allarme di Coldiretti Siena per l’aumento dei costi di produzione: "Il 38% di attività lavora in una condizione di reddito negativo"

Con la guerra oltre 1750 aziende agricole della provincia di Siena rischiano di chiudere. L’impatto del conflitto in Ucraina costerà mediamente 14mila 358 euro in più all’anno per le imprese agricole a causa dell’esplosione dei costi di produzione che superano di gran lunga quanto pagato agli agricoltori e agli allevatori per i loro prodotti riducendo l’autonomia alimentare del Paese e la sua capacità di rispondere a choc di approvvigionamento generati dalle tensioni internazionali.

E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Siena su dati Crea in riferimento alla guerra in Ucraina dopo la crisi da Covid. "La guerra in Ucraina ha sconvolto i mercati agricoli ed energetici costringendo le imprese ad un nuovo periodo di grande sofferenza – analizza Coldiretti Siena –. L’aumento schizofrenico dei prezzi, in particolare quelli di energia, fertilizzanti e mangimi, sta compromettendo la capacità economica delle aziende agricole che non hanno più la forza per coprire i costi fissi e di far fronte ai debiti di funzionamento. Oggi abbiamo un incremento esponenziale delle aziende che, a queste condizioni, chiuderanno i bilanci un reddito netto negativo pesante che significa sospensione o chiusura delle attività. E’ necessario intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per salvare aziende e stalle".

Secondo l’indagine di Crea, il 38% di aziende è costretto a lavorare in una condizione di reddito negativo con un impatto non solo sul fronte produttivo, ma anche su quello occupazionale, ambientale, della biodiversità e della gestione dei territori. "La prima linea de rincari sulla quale stanno combattendo le aziende agricole si allunga sempre di più – evidenzia Coldiretti – con aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli".

Più penalizzate sono proprio le coltivazioni di cereali, dal grano al mais. In difficoltà anche serre e vivai per la produzione di piante, fiori, ma anche verdura e ortaggi seguiti dalle stalle da latte. Per Coldiretti Siena occorre "investire per aumentare produzione e rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, ma serve anche contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica".